Kenya: scandalosi stipendi per i parlamentari

downloadAgli africani piace esagerare. In Italia i costi della politica sono diventati un argomento del dibattito pubblico e gli stipendi di deputati e parlamentari uno degli argomenti più controversi e criticati da parte dell’opinione pubblica. Il tutto perchè i politici eletti in parlamento guadagnano stipendi mensili dieci volte superiori a quelli di un lavoratore medio.

In Kenya le cose vanno molto peggio. Pochi giorni fa con un voto definito a larga maggioranza i deputati appena eletti si sono votati una legge che aumenta in modo automatico il loro stipendio di circa il trenta per cento.

Per la precisione il voto ha annullato una precedente riduzione decisa dal parlamento (naturalmente) prima delle recenti elezioni. I deputati che hanno votato a favore dell’annullamento della riduzione hanno praticamente deciso che si trattava di una riduzione illecita.

La notizia potrebbe essere una cosa di poco conto se stessimo parlando di cifre modeste. Ma non è così, sono proprio le cifre che fanno la differenza. Eccole: gli stipendi dei parlamentari aumentano da 530.000 scellini al mese a 850.000. Tradotto in euro l’aumento va da cinquemila a ottomila circa.

Ancora così le cifre non dicono tutto. Ciò che bisogna sapere è che in Kenya il salario medio è di circa 6500 scellini, circa 60 euro. Ciò significa che un parlamentare guadagna circa 130 (centotrenta) volte di più di un lavoratore medio. Complimenti!

Per chiudere questo post vorrei aggiungere un ulteriore informazione che non c’entra con l’aumento degli stipendi ma getta una luce fosca su una classe politica che certo non ci fa una bella figura.

L’informazione è questa: quella classe politica, dopo le recenti elezioni, è guidata da un presidente, Uhuru Kenyatta (nella foto), che – si dice – sia abbastanza dedito all’alcol, ma soprattutto è accusato dalla Corte Internazionale di crimini contro l’umanità per le violenze elettorali del 2007. Non solo lui, anche sul vicepresidente William Ruto pesa la stessa accusa. Giusto per non farsi mancare niente!

Infine, la morale della favola: la classe politica kenyana è un esempio classico della maggioranza delle élite politiche africane. A queste si contrappone una società civile che non ha spazi, non ha mezzi, viene duramente repressa e, troppo spesso, viene dimenticata dall’informazione (poca) che si fa sull’Africa.

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