Kenya. Uno spoglio a rischio etnico

images (1)In Kenya continua lo spoglio. Questa mattina eravamo ad un terzo dei seggi e la tendenza iniziale che vedeva in vantaggio Uhru Kenyatta su Raila Odinga sembra vada confermandosi. Per i dati definitivi ci vorrà tempo, almeno ancora un giorno.

I due candidati, Kenyatta e Odinga, sono quasi testa a testa: 54 per cento il primo, 40 per cento il secondo. Gli altri candidati sono staccatissimi, inesistenti. Si tratta di un risultato (seppure parziale) che lascia aperta la possibilità di tensioni e violenze e che conferma che in Kenya la politica è quasi sovrapponibile alla questione etnica: Kenyatta è un Kikuyu, Odinga un Luo.

Nel 2007, quando ci furono 1200 morti e 600 mila sfollati era uguale: il presidente Kibaki (oggi uscente) era un Kikuyu, il suo rivale Odinga, un Luo. Entrambi dicevano di avere vinto e il Kenya andò in fiamme. Oggi potrebbe succedere la stessa cosa, in qualunque momento. Basterebbe che uno dei candidati gridasse ai brogli e l’incendio divamperebbe.

kenya_intro_mapC’è poi un aspetto preoccupante. Se Uhuru Kenyatta fosse realmente il vincitore di questa consultazione il Kenya si troverebbe in una inquietante situazione diplomatica. Sia Kenyatta che l’uomo che lui ha scelto come suo vice, cioè il ministro William Ruto, sono accusati dalla Corte Internazionale Dell’Aja di crimini di guerra proprio per le violenze etniche in Kenya nel 2007.

Cioè un paese cruciale come il Kenya si troverebbe ad essere una nazione che ha partecipato, con un ruolo cruciale, ad una missione internazionale, quella in Somalia, con a capo un ricercato dalla comunità internazionale.

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