La deriva sudafricana

Presidente

Si fanno sempre più pressanti le richieste di dimissioni del presidente sudafricano Jacob Zuma. Ad avanzarle sono religiosi di spicco, imprenditori, politici e veterani del partito di governo, l’African National Congress, secondo i quali gli scandali che coinvolgono Zuma stanno danneggiando la democrazia del Sud Africa.

Zuma, infatti, si trova ad affrontare diverse accuse di corruzione. Recentemente è finito sotto inchiesta per i suoi legami con la potente famiglia Gupta che, secondo l’ex capo dell’autorità anti-corruzione avrebbe influenzato anche la scelta di alcuni ministri del governo sudafricano in cambio favori economici, tra i quali l’acquisto di una miniera da parte del figlio del presidente, Duduzane Zuma in comproprietà con una impresa.

La famiglia Gupta è una famiglia di origine indiana arrivata in Sudafrica nei primi anni novanta, dubito dopo la fine dell’apartheid. Avevano considerato il paese una sorta di Eldorado per investimenti e per avviare affari e sono diventati una potenza economica.

Quello con la famiglia Gupta però non è l’unico scandalo che riguarda Zuma. Non si è ancora chiuso quello per la costruzione della sua villa presidenziale per la quale sarebbero stati usati fondi pubblici e poi ci sono una serie di casi sui quali sono ancora in corso indagini o denunce.

Se a tutto questo si aggiunge che l’African National Congress continua a perdere consensi e alle ultime elezioni ha raggiunto il peggior risultato della sua storia dalla fine dell’apartheid, è inevitabile concludere che il Sudafrica è alla vigilia di profondi mutamenti.

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