La Francia e il Jihadismo africano

malino

L’attacco a Bamako, in Mali, sembra proprio essere una risposta alla dichiarazione di guerra della Francia al jihadismo. Un modo per dire a Hollande che la Francia, l’Occidente è vulnerabile. Non c’è sicurezza totale come a volte i politici in cerca di consensi fanno sembrare.

Ma l’attacco in Mali è anche una dimostrazione che l’Africa, almeno per il jihadismo e la sua strategia di espanzsione, non è più uno scenario marginale ma è cruciale per la realizzazione dei prossimi equilibri geostrategici.

Con l’attacco a Bamako il terrorismo jihadista dimostra che nella sua strategia gli obiettivi sono infiniti. E proprio per questo gli attacchi sono sempre una sorpresa, quasi imprevedibili. Questo attacco poi dimostra che la politica estera francese è contradditoria e, spesso, controproducente anche per i suoi interessi.

La storia recente del Mali, e la necessità di contenere il terrorismo nel nord, sono il frutto del roivesciamento di Gheddafi che Parigi, più di altri, ha voluto. Dalla Libia disgregata le armi degli arsenali di Gheddafi sono andati ad alimentare le formazioni jihadiste di quel ventre molle dell’Africa che è il Sahel. Tutti sono diventati più forti e poi la Francia ha dovuto correre ai ripari. Questo attacco è ancora il frutto di quella storia inserito nel dopo-Parigi. E non credo che sia finita.

1 comment for “La Francia e il Jihadismo africano

  1. 20 novembre 2015 at 16:05

    Il terrorismo o la presenza jihdista in Africa ha voluto sicuramente mandare un messaggio alla Francia di Hollande è più in generale al fatto che l’Africa ritorna in modo preponderante sulla scena internazionale e non solo per il controllo delle risorse strategiche per l’hi tech occidentale

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