La guerra dei bambini

La Corte penale internazionale ha condannato Thomas Lubanga, ex capo della milizia delle Repubblica Democratica del Congo, a 14 anni di detenzione per aver arruolato e fatto combattere bambini-soldato.Thomas Lubanga ha operato nella seconda guerra del Congo (1998-2003) nella regione nord orientale dell’Ituri, ricchissima di oro.Nel 2002 occupò, con le sue milizie, la capitale Bunia.

Le testimonianze che molti ragazzi (oggi adulti) hanno portato dei suoi crimini e dei suoi metodi per arruolare bambini nel suo esercito, sono toccanti. Oltre ad essere una accusa al personaggio sono una accusa a quella guerra, alle guerre africane che sono povere (come i paesi nei quali si combattono) ma crudeli, feroci, devastanti. E soprattutto sono una accusa a chi manovra personaggi come Lubanga o come gli inutili presidenti e leader politici locali. Manovratori che, quasi sempre, rappresentano interessi economici e politici che risiedono lontano, magari nelle multinazionali che creano lavoro e occupazione in Europa, in Nord America, adesso anche in Oriente e che riempiono le nostre vite di merci che sono il simbolo della miracolosa crescita…

Durante gli anni di quella tremenda guerra in Congo ho viaggiato a ripetizione nell’Ituri e nel Kivu. Ho conosciuto i “bambini di Lubanga”. Nei miei quaderni di appunti ho trovato questo breve scritto.

Viaggiando in Congo si potrebbe dire che i bambini nascono cattivi: rubano, sono violenti, ancora mocciosi sono già furbi, maliziosi e imbroglioni. Ma guardateli bene negli occhi, non fatevi ingannare da uno sguardo fuggevole e superficiale e capirete… I bambini africani sono solo più intelligenti, sono precoci. Già piccolissimi hanno capito che per loro il futuro non è una possibilità ma una sfida che non possono perdere. Allora insisto, guardateli bene negli occhi e vedrete un velo di tristezza. Non capiscono, non riescono a razionalizzare – sono dei bambini dopotutto – ma hanno la percezione chiara che quello non è il loro ruolo, che meriterebbero, che avrebbero diritto ad altro… Ma sono svegli, precoci e sanno anche che nessuno offrirà loro di meglio, neanche i genitori. Così molto spesso preferiscono la strada alla famiglia. Pensate con che facilità si può mettere in mano un arma a bambini così“.

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