La lettrice e la spazzatura

WPP2013La foto che vedete qui di fianco mi ha commosso. Per diversi motivi. E’ stata fatta nella discarica di Dandora, in una delle baraccopoli di Nairobi, a Korogocho, in Kenya.

Conosco Dandora. Conosco come ci si lavora. Vedendo quella foto mi è sembrato di sentire l’odore e di vedere quella moltitudine di ragazzi che si muovono tra l’immondizia come fossero formichine, come fossero in un campo, con mosse studiate, professionali. E conosco anche quel cielo cupo di Nairobi che rende tutto surreale; le montagne di spazzatura che arrivano dai ristoranti e dagli hotel di lusso della città, prodotti da schiere di turisti che vanno in Kenya per i Safari.

E in tutto questo inferno… lei legge. Con una espressione serafica, tranquilla, serena. Anzi, soddisfatta, compiaciuta.

Di certo la lettrice è una dei giovani che lavorano a Dandora a selezionare metalli, plastica, vetro per guadagnare qualche scellino, lo si vede dal quella specie di mantellina lurida che ha indossato per proteggersi. Ma cosa legge? Forse lavorando ha trovato quel giornale…o è un quaderno di scuola gettato via da qualcuno? O è un album di figurine di qualche bambino della Nairobi ricca?

E allora lei si è fermata. Si è seduta. Si è messa a leggere, o a guardare le figure e per un momento intorno a lei quella discarica immonda, quell’odore pestilenziale, quel cielo pesante sono svaniti. Quel viso, quel lieve sorriso che si intravvede sotto il cappellino, e quella posizione composta, come se fosse una studentessa all’università, la rendono quasi snob.

Un po’ ricorda le immagini delle donne di famiglia nobile nel secolo scorso. Donne che volevano studiare, fare arte, essere libere senza condizionamenti sociali o economici. Per lei i condizionamenti sono altri: la baraccopoli, la discarica, quel cielo cupo, le tensioni nel suo paese, i politici corrotti, la crisi economica.

Ho provato anche io a cancellare tutto ciò che c’è intorno a lei e me la sono immaginata in una biblioteca, una delle nostre biblioteche piene di libri scritti o con le figure. E lei pacata, tranquilla che legge… se lo meriterebbe.

Foto “At The Dandora Dump”, di Micah Albert, Contemporary Issues, 1st prize singles

4 comments for “La lettrice e la spazzatura

  1. isabella
    15 febbraio 2013 at 17:18

    mi viene da dire: dai diamanti nn nasce niente, dal letame nascono i fiori…..

  2. nella
    17 febbraio 2013 at 14:06

    E’ un articolo che ti prende il cuore, perchè noi, che viviamo in mezzo all’abbondanza, non pensiamo mai a chi , invece, vive in quel modo e riesce pure a trovare un po’ di gioia nella lettura su un mucchio di spazzatura….Siamo tutti responsabilli di quanto accade perchè il “surplus” di una persona è “la carenza” di un’altra. In questo Pianeta siamo legati l’uno all’altro – anelli di una catena – e ciò che viene fatto ad un anello prima o poi si ripercuoterà su tutta la catena! Complimenti allo scrittore di questo articolo che suscita, in chi ha una coscienza, tanto materiale per meditare…

  3. 19 febbraio 2013 at 17:05

    Sono d’accordo su quello che possiamo provare noi nel guardare questa immagine, tuttavia penso che dovremmo cambiare approccio nel rappresentare l’Africa.
    Ho scritto proprio un articolo sulle discariche…
    http://cafeafrica.wordpress.com/2013/02/18/mozambico-e-giusto-mettere-in-mostra-la-discarica-di-maputo/

  4. 25 marzo 2013 at 23:38

    conosco Korogocho e altri slums di Nairobi. Conosco molte donne che vi sopravvivono. Questa immagine le rappresenta tutte. Ciò che subiscono è estremo, inenarrabile. Ho trovato in loro sempre dignità nella disperazione, bellezza e forza, e capacità di elevarsi con leggerezza, come lei che legge nella spazzatura….

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