La sfiga di essere ricchi

6a00e54f0b19908834017d3c7 copiaDa qualche tempo dal Mozambico, paese stabile politicamente da venti anni che può contare su una formidabile crescita economica, arrivano notizie di scontri, violenze, tensioni.

L’ultima notizia preoccupante in ordine di tempo proviene dalla provincia centrale di Sofala, dalla località di Muxungue dove ci sono stati scontri tra polizia e un gruppo di armati definiti dalle agenzie “ex combattenti”. Una strana dizione dato che la guerra in Mozambico è finita ormai venti anni fa. Si è trattato di scontri consistenti dato che ci sono stati almeno quattro morti. Gli “ex combattenti” hanno attaccato una stazione di polizia. Gli agenti hanno risposto al fuoco e la sparatoria è andata avanti per tutta la notte. I motivi dello scontro sono evanescenti. Si sa che il gruppo degli “ex combattenti” fa riferimento alla Resistenza Nazionale Mozambicana, cioè alla RENAMO, un nome che riporta ad un passato che sembrava dimenticato.

La RENAMO infatti è una forza ai margini della vita politica nazionale, da venti anni dominata dal Fronte di Liberazione del Mozambico, il Frelimo che ha espresso tutti i presidenti e la classe politica al potere in questi venti anni di stabilità. La RENAMO era diventata un partito di opposizione integrato nel gioco politico i cui dirigenti avevano ottenuto, nella divisione scaturita dagli accordi di pace di Roma, la loro fetta di potere.

Adesso sembra che tutto venga rimesso in discussione e i motivi sono difficili da comprendere. Il timore è che in realtà i motivi siano molto più concreti e pericolosi di quanto in apparenza si dica o, più facilmente, non si dica. Negli ultimi anni in Mozambico – che sembrava privo di risorse naturali – sono state scoperte immense ricchezze minerarie: nella provincia di Tete una delle più grandi miniere a cielo aperto del mondo di carbone e nell’estremo nord una delle più grandi riserve di gas naturale e petrolio, per citare solo due dei siti scoperti negli ultimi tempi.

imagesIl risultato di queste scoperte ha avuto come effetto quello di aumentare i contrasti politici interni. Su quelle risorse si sono appuntati gli interessi concorrenziali di diverse multinazionali legate a potenze regionali come il Sudafrica, e internazionali come la Cina, gli Stati Uniti, il Brasile o le vecchie potenze europee.

Ognuna di queste potenze fa riferimento ad altrettanti attori interni e se l’assegnazione di diritti di sfruttamento, prospezione, estrazione e commercializzazione non sono di proprio gradimento finisce per caldeggiare i propri referenti politici a far saltare accordi e contratti e a surriscaldare il clima politico rendendolo instabile e precario

In molte regioni africane le ricchezze sono una maledizione. Il Mozambico senza risorse è riuscito a conquistarsi venti anni di stabilità e di crescita economica. Adesso le ricchezze minerarie rischiano di precipitare il Mozambico in un passato che fa venire i brividi a quanti conoscono cosa è stata la guerra civile per questo popolo.

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