L’Africa che vince ebola

stop-ebolaIn Sierra Leone è stato messo in quarantena fino al 23 dicembre il distretto orientale del Kono dove nelle ultime settimane si è verificato un forte aumento dei casi di ebola. A determinare questa decisione ha contribuito il fatto che responsabili dell’Organizzazione mondiale della sanità hanno riferito di aver scoperto e cremato nel distretto di Kono, appunto, i cadaveri di 87 persone apparentemente morte di ebola e non denunciate.

Il distretto di Kono è il più orientale del paese e durante la guerra civile era, di fatto, l’oggetto del contendere. Si tratta infatti della regione dei diamanti che veniva estratte sotto schiavutù e esportati illegalmente nella confinante Liberia governata da Charles Taylor, oggi condannato per crimini di guerra dalla Corte Penale Internazionale dell’Aja.

Oggi la Sierra Leone è il paese più problematico dei tre maggiormente colpiti da ebola. L’epidemia ha provocato finora almeno 6346 vittime. In Sierra Leone, il paese dove oggi si registra il numero più elevato di contagi, sono stati accertati 1742 decessi.

Mentre in Guinea (paese dove è cominciata) e in Liberia (fino a poco fa il paese più colpito) l’epidemia sembra in regressione, in Sierra Leone invece è ancora in crescita. La quarantena nel Kono è un tentativo di fronteggiare il virus.

Se anche la Sierra Leone verrà portata in linea con gli altri paesi, ancora una volta l’Africa smentirà le previsioni (catastrofiche) di esperti e analisti. Le ipotesi più pessimistiche, ma autorevoli, davano un aumento dei casi in Africa fino a raggiungere centinaia di migliaia di contagiati e un numero conseguente di morti.

Sembra che l’Africa abbia fermato ebola molto prima di questo traguardo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *