Lampedusa 3 Ottobre 2013. Come se non fosse mai successo

imagesCome se non fosse mai successo. Dal 4 al 6 luglio al Parco Nord, a Bologna si terrà il festival della spietata dittatura eritrea. Festival che ha ricevuto tutti i permessi regolamentari per occupare suolo pubblico italiano e svolgere la celebrazione di un regime accusato di violare i diritti umani da autorevoli organizzazioni internazionali come Amnesty International e Human Right Watch.

Ma soprattutto ciò accade come se ci si fosse dimenticati che il 3 ottobre scorso, a Lampedusa, non fossero morti trecento eritrei annegati per sfuggire a quella tremenda dittatura dove i giovani sono sequestrati alle loro famiglie per svolgere un assurdo servizio militare illimitato. Dove le carceri sono piene di oppositori politici senza accuse, senza processo da anni, dimenticati e torturati (e molti di loro sicuramente morti).

Questa volta è il turno del comune di Bologna a oltraggiare la morte di quei trecento ragazzi eritrei. Quel 3 ottobre dell’anno scorso invece fu il turno del governo e di un ministro che avrebbe dovuto essere sensibile più di altri alle vicende dei migranti e dei rifugiati politici. Sto parlando della allora ministra Cecile Kienge che partecipò alla cerimonia funebre nonostante mancassero i corpi degli annegati, ma ci fosse l’ambasciatore eritreo a Roma, cioè il rappresentante ufficiale di quel governo che li aveva costretti a fuggire.

Insomma l’Italia non riesce proprio ad essere sensibile di fronte ad una dittatura contro la quale dovremmo (anche per storia coloniale) essere i primi ad alzare la nostra condanna. Invece dimentichiamo, facciamo gaffe, pasticciamo, ci giustifichiamo peggiorando addirittura le cose.

Adesso il comune di Bologna – che aveva dato e, adesso, ha ritirato il patrocinio – dice che è impossibile revocare il contratto (del valore, pare, di quindici mila euro) fatto con gli organizzatori della festa.

Un ultima riflessione vorrei fare su questa vicenda. Se vi capita di passare per Milano, nella zona di Porta Venezia, se aspettate che si faccia sera, se passeggiate nelle stradine laterali vi capiterà certamente di vedere dei giovani africani un po’ sperduti, un po’ trasandati, con il viso stanco e gli occhi impauriti. Ecco, quasi certamente sono eritrei che non sanno dove andare a dormire, che magari non hanno mangiato, che non riescono a pensare di avere un futuro.

Sì, sono eritrei. Di quel regime che le autorità italiane non riescono a condannare concretamente, con misure e prese di posizione. Non riescono a farlo nemmeno per interesse: finché il regime eritreo resterà in vita sulle nostre coste continueranno ad arrivare giovani che cercano di mettersi in salvo.

Spero che a quei giovani non arrivi la notizia della gaffe del comune di Bologna. Penseranno di essere finiti nel paese sbagliato. E magari è vero!

6 comments for “Lampedusa 3 Ottobre 2013. Come se non fosse mai successo

  1. stefano anselmo
    29 giugno 2014 at 08:17

    Ma non si può fare proprio nulla? Manco Bologna la rossa, si salva più. Siamo perduti. Veramente!!!!

  2. Sasa
    29 giugno 2014 at 11:47

    Dopo aver lanciato un appello per dire NO al “festival” del governo eritreo
    http://chn.ge/1yJOMRu
    stiamo organizzando una contromanifestazione a Bologna, che culminerà con un momento pubblico di informazione e testimonianze.
    Sabato 5 Luglio h.17 in Piazza Maggiore.
    Sono attese centinaia di persone da tutta Europa.
    La cineteca di Bologna ci ha messo a disposizione lo spazio,
    a Voi chiediamo di darci una mano a organizzare l’evento.
    EventoFB: MANIFESTAZIONE
    Twitter: #ERITREADEMO

    http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/politica/2014/28-giugno-2014/bufera-festival-eritreo-vetrina-una-dittatura-223478785709.shtml

  3. vittorio
    29 giugno 2014 at 14:42

    l’attenzione alla politica internazionale da parte del nostro Paese e’ sempre stata ridicola.
    e’ come se ragionassimo ancora con il muro di berlino in piedi.
    non ci siamo accorti che il mondo non e’ piu’ diviso in due e le sfide arrivano da altrove. non sappiamo nemmeno riconoscerlo questo altrove.
    agli stati generali della cooperazione e’ stato invitato dall’allora ministro della cooperazione Blaise Compaore, presidente del Burkina Faso dal 1987.
    questo, purtoppo, legittima tutto. anche che a bologna si festeggi un regime.

  4. Alvaro Zonda
    29 giugno 2014 at 20:33

    Non ero al corrente , ma per la serie ” se ancora qualcuno ha qualche dubbio sulla validità di fondo della sinistra italiana ” , ovverosia ” Cristo non si è fermato solo ad Eboli ” …

  5. piero
    30 giugno 2014 at 09:26

    sul sito Change è pubblicato un appello di sensibilizzazione su questa vicenda
    http://chn.ge/1yJOMRu : forse anche grazie a queste proteste, si vede una piccola “retromarcia”, sia pur tardiva.
    Da quanto si legge sul Corriere l’uso dello spazio per questo evento non è purtroppo più revocabile. Oggi però nella sala stampa del Comune verrà ospitata una conferenza stampa per spiegare la situazione e una serie di contro iniziative tra cui una manifestazione in piazza Maggiore a Bologna prevista per sabato 5 luglio dalle h.17
    Alla luce anche dell’ultima tragedia di questa notte sarebbe importante che da questa gaffe scaturisse un impegno per rimuovere le opacità nei rapporti tra l’Italia e il governo eritreo

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