Lampedusa: appuntamento all’anno prossimo

imagesE’ arrivato l’anniversario della strage di Lampedusa. Lo avevo scritto, ci saremmo arrivati con un altro carico di morti inghiottiti dal Mediterraneo, con tante inutili parole pronunciate dai politici (Mare Nostrum, Fortex, Fortex plus, Frontier, Triton), e con tutti i problemi immutati senza una soluzione.

Faccio alcune domande: dato che i migranti dei barconi che arrivano (o affondano prima) sulle nostre coste sono ancora in buona parte eritrei, l’Italia ha preso una qualche posizione contro questo ignobile regime? No! Anzi, mi risulta abbia concesso come ogni anno, una parte del territorio italiano – a Bologna – perché si svolgesse una sorta di celebrazione del regime. Celebrazione alla quale quelli che non sono annegati e che sono riusciti ad arrivare sani e salvi sul nostro territorio, non possono andare perché vengono tacciati di essere traditori.

Altra domanda: si è per caso chiesto a tutti i paesi delle due rive del Mediterraneo di adottare una linea comune. Una linea che prevede ciò che le genti del mare sanno e fanno da sempre, cioè salvare i naufraghi?

Si è per caso fatta una politica realmente repressiva contro i trafficanti di esseri umani che spesso non sono malviventi armati e latitanti ma aziende e imprese che possono contare su mediatori e vivono sull’utilizzo di mano d’opera clandestina. Gli scafisti, contro i quali spesso si concentrano tutte le forze. Di solito sono l’ultima ruota dell’ingranaggio e quasi sempre sono dei poveracci ai quali si affida il lavoro sporco, magari sotto ricatto o sotto minaccia.

Si è fatto poco e, come l’anno scorso, sono pronto a scommettere: Il prossimo anno conteremo ancora i morti, avremo un anno in più di ubriacatura provocata dalle parole dei politici, e avremo ancora tutti i problemi sul tavolo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *