Lampedusa e i funerali di stato. Complimenti, anzi…Vergogna!

imagesI politici che strillano che l’immigrazione è un fenomeno insopportabile per le nazioni europee sono gli stessi che hanno invitato alle cerimonie per i morti di Lampedusa le autorità dell’ambasciata eritrea. Significa che non hanno capito niente. Non hanno capito che cosa è il “fenomeno” immigrazione. Non hanno capito perché si verifica. Non hanno capito qual’è la sua origine. Insomma non hanno capito niente dell’immigrazione e vogliono affrontare il problema. Andrebbero licenziati. In qualunque azienda chi affronta le cose in questo modo verrebbe immediatamente licenziato. Invece no. Stanno al loro posto. Andranno alla cerimonia con atteggiamento compunto. Spiegheranno il perché delle loro posizioni. Magari polemizzeranno un po’ tra loro su problemi del tutto marginali, o addirittura inesistenti. Insomma si guadagneranno la loro dose di consensi da una popolazione che andrebbe resa cosciente e che invece viene tirata dentro in dibattiti inutili, lontani mille miglia dal problema reale.

Ecco, qual’è il problema vero: l’ambasciata eritrea in Italia e tutto il suo personale diplomatico rappresentano il regime dal quale i morti di Lampedusa stavano scappando. Se non fossero morti in mare gli stessi funzionari li avrebbero perseguitati: anche in Italia, anche in Europa. Come? Nel modo più crudele, prendendosela con i loro parenti rimasti in Eritrea. Oppure negando loro i documenti per viaggiare.

Affrontare il problema dell’immigrazione dei giovani eritrei che arrivano a Lampedusa, significa agire perché un regime come quello di Asmara non abbia riconoscimenti. Invece lo si legittima.

Invece di invitare i diplomatici eritrei alla cerimonia si sarebbe dovuto convocare l’ambasciatore alla Farnesina e chiedere spiegazioni.

Fare qualunque altra cosa significa riconoscere uno stato-prigione. Significa riconoscere uno stato che ha paura dei giovani, che preferisce perderli, costringerli a fuggire, a morire annegati piuttosto che offrire loro una opportunità.

Legittimare, riconoscere uno stato così equivale a dire al presidente eritreo: “per noi l’immigrazione è un problema, non vorremmo più ricevere migranti dal suo paese. Lei che lo guida (e che noi riconosciamo) è pregato di sigillarlo più ermeticamente. E’ pregato di inasprire le pene per chi vuole uscire. Aumenti la repressione interna, se è il caso, che i giovani non abbiano grilli per la testa. Non si preoccupi avrà il nostro riconoscimento diplomatico che, per la verità, non le abbiamo mai fatto mancare”

In conclusione però bisogna riconoscere che una cosa giusta le autorità italiane l’hanno fatta: hanno evitato di fare partecipare alla cerimonia i superstiti del naufragio. Certo se ci fossero stati loro assieme alle autorità dell’ambasciata avrebbero potuto nascere disordini. Hanno scelto, giustamente. Complimenti. Anzi Vergogna!

2 comments for “Lampedusa e i funerali di stato. Complimenti, anzi…Vergogna!

  1. isabella
    22 ottobre 2013 at 05:24

    ……gente senza coscienza, senza neuroni, senza…….VERGOGNA!

  2. 23 ottobre 2013 at 06:12

    Non ci vorrebbe poi mica tanto a rovesciare il governo eritreo e mandare in galera il dittatore e i suoi accoliti piuttosto che spendere soldi per il Frontex europeo !
    Se sono vent’anni che questa storia sta in piedi, cosa ci stanno a fare i ministeri degli esteri e l’ONU ? Possibile che non abbiano mai letto questo blog ?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *