Le piante dei miracoli

Si profila una sorta di virtuale guerra vegetale per il prossimo futuro in Africa. Le protagoniste sono due piante che puntano entrambe a conquistarsi terreni dove crescere in coltivazioni intensive. Una delle due è abbastanza conosciuta, si chiama Jatropha Curcas, la seconda è meno nota al pubblico, si chiama Moringa Oleifera. Entrambe queste piante hanno proprietà formidabili e per questo motivo hanno già gli occhi addosso di importanti imprese e settori industriali. La Jatropha suscita l’interesse di tutto il mondo che ruota attorno ad un businnes del futuro, quello dei biocombustibili. La meno conosciuta, la Moringa, invece, catalizza l’attenzione del settore agro-alimentare e farmaceutico. Entrambe hanno una particolarità fondamentale: crescono in terreni semi-aridi in presenza di precipitazioni anche molto scarse. In sostanza crescono quasi senza acqua e senza bisogno di grandi cure.

La Jatropa non è commestibile ma spremendo i suoi semi si ricava un olio che, dopo un semplice filtraggio, può già essere usato nei motori diesel come biocarburante

La Moringa invece è totalmente commestibile, di lei si mangia tutto: foglie, semi, radici, frutti. E’ una pianta miracolosa, addirittura umanitaria perché i suoi semi sono risultati utili a purificare l’acqua attraverso un processo poco costoso che riduce la popolazione batterica del 90% senza l’utilizzo di filtri o altre attrezzature. Da questa pianta poi si ottengono diverse sostanze medicinali per curare reumatismi, morsi di serpente, infezioni e infiammazioni. E anche prodotti estetici come creme per il corpo, shampo e sapone.

Ma le foglie sono il vero miracolo della Moringa dato che hanno un altissimo contenuto proteico, oltre a quantità significative di beta-carotene, vitamina C e A, ferro, calcio e potassio. Insomma, una bistecca vegetale. Un cucchiaio di foglie di Moringa in polvere aggiunto al latte materno fa aumentare il valore proteico di questo di quasi il 20 per cento. Inoltre tra foglie, baccelli e tuberi la Moringa contiene 46 antiossidanti.

Infine – particolare tutt’altro che trascurabile – questa pianta è anche “buona da mangiare”, cioè non è solo una pianta da “spremere” e trattare in laboratorio. I baccelli sono largamente usati nella fascia sotto il Sahel, mangiati fritti, freschi o nelle zuppe e i fiori, cucinati, hanno il sapore dei funghi.

Con la Jatropha e la Moringa L’Africa rivela ancora una volta i suoi tesori. La domanda è se anche in questo caso gli africani non ne avranno vantaggi, se non secondari come è avvenuto per il caucciù, per la gomma arabica, per il caffè, per il thè e per tutte le altre materie prime agricole e minerarie

La domanda è, ancora, se i benefici economici di queste due piante formidabili si trasformeranno in scuole, ospedali, in strade asfaltate o in sontuosi palazzi per presidenti-imperatori e per i loro insaziabili entourage di generali e primi ministri tenuti al loro posto da chi è titolare dei migliori contratti di sfruttamento delle risorse.

E per ultimo la domanda è ancora se le virtù medicinali e industriali di queste piante finiranno per fare del bene anche agli africani. La domanda è legittima perché i precedenti ci sono, sono ancora sotto i nostri occhi:il petrolio del Delta del Niger crea energia in tutto il mondo ma non nel Delta dove tutti i villaggi sono senza luce, i preziosi diamanti di Angola, Sierra Leone, Zimbabwe hanno mantenuto nella povertà le popolazioni di questi paesi. E si potrebbe continuare….

 

3 comments for “Le piante dei miracoli

  1. luciana
    2 novembre 2012 at 17:26

    conosco la moringa, c’è una pianta nel cortile della casa in cui abitavo, ma non è molto usata, almeno nei villaggi che io ho frequentata. abbiamo anche cercato di farla usare per le pappe dei bambini malnutriti, ma… niente
    non la usano neppure per l’acqua

  2. Giovanna
    3 novembre 2012 at 08:12

    Ho visto anch’io la moringa in Niger. Il proprietario del fondo non ne conosceva affatto le magnifiche virtù

  3. ester
    3 novembre 2012 at 21:11

    Ho mangiato le foglie della Mouringa sia nel sud Etiopia che nel nord del Cameroun, perfettamente riadattate alle cucine locali, ho visto distribuire le fogli secche nei dispensari per i bambini malnutriti, ma ho notato anche un fiorire di progetti della cooperazione internazionale per promuoverne l’utilizzo, casi in cui spesso i benefici rischiano di ridursi ai finanziamenti ottenuti dalle Ong.

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