Le rotte africane del narcotraffico passano anche da Dakar

imagesSull’ex comandante della polizia del Senegal è in corso una inchiesta per stabilire che le accuse di narcotraffico formulate a suo carico del suo successore siano veritiere o meno. Secondo quelle accuse il comandante sotto inchiesta organizzava in prima persona la vendita di ingenti quantità di droga confiscata.

La notizia può apparire di scarsa importanza, quasi un fatto di cronaca, invece rivela – o meglio conferma – il fatto che il narcotraffico sia ormai diventato in tutta l’Africa Occidentale una delle principali attività “economiche”.

La droga dall’America Latina arriva nei paesi sulla Costa Atlantica della regione e da lì, attraverso rotte concentriche viene smistata nel immenso deserto formato da Algeria del Sud, Mauritania, Mali e Niger del nord e da qui, attraverso rotte prestabilite e sicure portato sulle coste del Mediterraneo e infine introdotta in Europa.

Se fosse confermata dall’inchiesta, la notizia delle accuse al capo della polizia senegalese, segnerebbero un ulteriore aggravamento della situazione. Il Senegal infatti era rimasto relativamente estraneo a questi traffici a differenza della piccola lingua di terra della Gambia, una enclave incuneata in territorio senegalese che invece pare sia una delle principali basi di passaggio. Ma un po’ tutti i paesi della regione sono coinvolti: images (1)qualche anno fa a Freetown, Sierra Leone, era stata scoperta una intera nave mercantile carica di droga, principale accusato il ministro degli interni. Mega sequestri sono avvenuti alternativamente in tutti i paesi della regione: Guinea Konakry, Liberia e in Guinea Bissau dove nell’aprile scorso è avvenuta l’operazione più spettacolare e rivelatoria di quanto questo traffico si sia sviluppato. Attirato in acque internazionali da una operazione dei servizi di intelligence americani, il capo della Marina di questo paese, l’ammiraglio Bubo Na Tchuto, era stato arrestato con un blitz da film e tradotto negli Stati Uniti con accuse pesantissime.

Il fatto che il narcotraffico da qualche anno sia una delle attività “economiche” più fiorenti dei paesi della costa atlantica africana ha ricadute importanti anche sull’economia e la politica dei paesi interni dove, non occorre ricordarlo, c’è stata l’ultima missione militare internazionale guidata dalla Francia in Mali per scacciare i gruppi armati dell’estremismo islamico.

Questi infatti, assieme al contrabbando di sigarette, di esseri umani, di armi si finanziano grazie al lucrosissimo narcotraffico. Sono infatti loro che controllano le piste verso il Mediterraneo e si fanno carico del trasporto e della consegna agli addetti dell’ultimo tratto prima della consegna sul mercato europeo.

La guerra in Mali, secondo gli ultimi dati, non ha affatto ridotto l’afflusso di droga segno che le piste sono tutt’altro che interrotte. Combattere il narcotraffico nei paesi della Costa Atlantica significa combattere la penetrazione dell’estremismo islamico in Africa. Non è poco!

3 comments for “Le rotte africane del narcotraffico passano anche da Dakar

  1. 19 luglio 2013 at 08:26

    Però mi viene da fare una riflessione sul fatto che le vie del traffico cambiano,si modificano, passano ora di qua ora di là.
    E’ come se, per reprimere il traffico di droga, si volesse correre dietro ai flussi delle formiche sui rami di un albero… quelle se non passano da un ramo, si trovano la strada su un rametto, che poi diventa ramo fino a passare di nuovo da un rametto quando il ramo venisse tagliato.
    Allora forse è il caso di concentrare gli sforzi sul tronco da cui salgono (cioè da dove parte la droga). Stabilire da dove parte la droga è più facile che correrle dietro per le molteplici strade che percorre per arrivare a destinazione. O no ?

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