L’Europa che produce terroristi

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Lupi solitari, giovani disadattati, estremisti di destra, razzisti idelogici, fanatici islamisti. Chiunque siano i personaggi che in queste settimane hanno seminato terrore in Francia, in Germania, in Bangladesh, in Africa una cosa è certa: il movente ideologico o religioso è debolissimo e, spesso, è frutto di una radicalizzazione avvenuta poco prima, quindi nulla di ragionato, tutt’altro che un traguardo raggiunto con fatica, nulla a che vedere con una percorso interiore.

In questi giovani – a volte giovanissimi – che hanno ucciso con superficialità, senza sentimenti eppure con una spietatezza e una convizione impensabili, si intravvede più che altro disagio, rabbia, il bisogno di fare un atto eclatante perchè il mondo finalmente si accorga di loro e delle loro sofferenze. Nulla di acuto o di lancinante, ma le sofferenze che derivano da una condizione che, ad un certo punto, non si sopporta più.

Ovviamente gli ideologi, le abili menti di Desh sfruttano la situazione, rivendicano e ascrivono alle proprie truppe chiunque faccia un attacco contro gli “infedeli” e contro la loro società “malata”. In realtà però quelli che loro definiscono “soldati del califfato” sono semplicemente un nostro prodotto. Sono anche
iIl risultato di una società che ha perso valori, che è incapace di ragionare in termini di inclusione (dei migranti, dei giovani di seconda generazione), che è incapace di fare – attraverso un welfare intelligente ed efficace – della solidarietà un concetto fondante. Eppure i padri fondatori dell’Europa Unita proprio questo volevano. E la grande adesione popolare a questa “utopia” si fondava su una distribuzione equa della ricchezza che non lasciasse indietro nessuno.

L’Europa di oggi invece è chiusa su stessa. E’ un continente discriminante, che non vuole accogliere, che persegue, solo per una parte della popolazione, un appagamento superfluo. Un continente dove vige una specie di apartheid. Cosa sarebbero le banlieu di Parigi? E cosa sarebbero i quartieri come Molenbek a Bruxelles? E le via Padova a Milano? In questi luoghi i potenziali terroristi sono numerosi.

In futuro gli storici non diranno che l’Europa è stata invasa dai barbari. Diranno che l’Europa si è sfaldata da sola, incapace di avere un ideale.

1 comment for “L’Europa che produce terroristi

  1. Fabricia Rocchi
    26 luglio 2016 at 15:15

    Condivido a priori , e imparo, tutto cio’ che scrive Raffaele Masto. Perche’ conosce i Paesi e le genti di cui parla. Solo dalla conoscenza dei Paesi e dalla loro storia pasata e presente si possono interpretare le azioni e i pensieri delle persone, – salvo – naturalmente, l’imprevedibile. Tutto il resto puo’ essere strumentalizzazione.Io la penso cosi’. Fabri

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