L'Europa è come un pesce rosso in una boccia di vetro

L’Europa è come un pesce rosso in una boccia di vetro

Su una TV francese una immigrata africana invitata ad un dibattito ha detto che chi governa oggi l’Europa è come un pesce rosso nella sua boccia d’acqua: pulito, nutrito, bello da vedere. Ecco la politica europea è proprio quella del pesce rosso: chiuso nella sua fortezza di vetro, incapace anche di comprendere cosa succede fuori. Qualunque mutamento, qualunque contaminazione lo inquieta e lo spaventa.

A vedere le immagini dei respingimenti in applicazione dell’accordo UE-Turchia vien da chiedersi cosa dirà di noi la storia. Ciò che sta accadendo è inaudito e intollerabile.

Non vogliamo la Turchia in Europa ma gli rifiliamo i migranti che non vogliamo nella nostra immacolata boccia di vetro. Esportiamo democrazia e diritti, ma non esitiamo a negarli a chi vorrebbe usufruirne, anzi li rispediamo indietro nel paese che non ha mai firmato la Convenzione di Ginevra sui diritti umani.

Pur di limitare i danni che i migranti pensiamo possono produrre alla purissima acqua della nostra boccia di vetro siamo disposti a vedere bambini che nascono nel fango, anziani costretti a dormire in tende umide e scomode, disabili trascinati da compagni solidali verso il sogno europeo che si infrange in confini che si chiudono uno dopo l’altro. Confini avvolti nel filo spinato o protetti da agenti insensibili.

Non c’è dubbio. L’accordo UE-Turchia è l’espressione di una Europa timorosa, impaurita. Silenziosa, come quella che, con le debite differenze, vide salire al potere il nazismo.

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