L’infinita guerra dei Monti Nuba

L’aviazione sudanese ha bombardato per l’ennesima volta diversi villaggi sui Monti Nuba, nella regione del Sud Kordofan, distruggendo case, uccidendo civili, compresi bambini. Il bombardamento sarebbe una risposta ad un attacco di qualche giorno fa quando i ribelli del Movimento di liberazione popolare del Sudan-Nord avevano bombardato con colpi di mortaio Kadugli, capoluogo della regione del Sud Kordofan sotto il controllo dei militari di Khartoum.

La vicenda dei Monti Nuba è emblematica del conflitto sudanese. Una contraddizione all’interno di un conflitto che è stato schematizzato come una guerra tra un Nord, arabo e musulmano, e un Sud, nero e cristiano-animista.

I Monti Nuba sono geograficamente nel Nord, quindi sotto la giurisdizione di Khartoum. Ma durante la guerra che ha opposto il regime del Nord alla guerriglia del Sud, la popolazione dei Monti Nuba si è schierata con la guerriglia del Sud, sebbene i Nuba siano di religione musulmana. Oggi che i due Sudan – il Nord e il Sud – sono due paesi sovrani i Nuba sono rimasti “imprigionati” nel territorio dei vecchi nemici. Quindi i bombardamenti degli Antonov del regime sono formalmente attacchi contro ribelli interni: una guerra civile, insomma.

Strano destino per i Nuba, popolazione fiera, con tradizioni, cultura e storia affascinante: il Sud indipendente non si farà carico del loro destino, sebbene nella lunga guerra civile i Nuba abbiano dato un contributo importante. Il Nord li vede come i vecchi nemici e li accusa di sfruttare le basi oltre frontiera. Risultato: i Nuba sono abbandonati, sulla carta non hanno futuro, non hanno alleati. Eppure lottano per l’unica prospettiva politica che rimane loro: una democratizzazione del regime del Nord con la caduta del presidente Omar Al Bachir, accusato di crimini contro l’umanità dalla Corte dell’Aja per i massacri in Darfur.

Nella sezione di questo blog “Foto Parlanti” altre immagini della infinita guerra del Sudan.

 

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