L’internazionale del terrore che minaccia l’Africa

imagesLa tv pubblica algerina citando un alto responsabile militare anonimo ha detto che tra i sequestratori di ostaggi al sito di In Amenas c’erano islamici di nazionalità libica, olandese, tunisina, siriana, egiziana, maliana, yemenita e canadese, oltre che algerina. Un bel mix, una vera e propria internazionale del terrore. Se si pensa poi che a guidare questo commando composto da 40 combattenti c’era un algerino ben conosciuto dalle intelligence dei paesi occidentali oltre che, naturalmente, dai servizi algerini e dei paesi della regione, un certo Moctar Belmoctar, il quadro è completo.

Personaggio che ha combattuto in Afghanistan contro i sovietici che è stato membro dei Gruppi Salafiti per la Predicazione e il Combattimento e che recentemente si è stabilito nel Sahel, evidentemente per preparare la presa del nord del Mali e, probabilmente, con il progetto più ampio di creare una macro-regione saheliana controllata dall’islamismo militante e combattente.

Negli ultimi mesi Moctar Belmoctar è stato segnalato, oltre che in Mali, in Niger, in Mauritania. Nel Sahel è stato soprannominato Mister Marlboro perchè, per finanziare i suoi combattenti, controlla e fa lucrosi affari con il contrabbando di sigarette.

Analoghi personaggi come lui, Califfi del terrore, controllano il traffico in questa regione di droga (che dalle coste dell’Africa Occidentale – proveniente dall’America Latina – raggiunge le sponde del Mediterraneo e l’Europa), di esseri umani e di armi. Insomma un’insieme di interessi che stanno avvelenando un Africa che non ha niente da spartire con l’islamismo radicale e con il terrorismo.

Seguendo queste drammatiche vicende non ho potuto fare a meno di pensare alla storia. Anche nel passato il deserto che sta sopra il Sahel è stato una minaccia per gli abitanti dell’Africa sub-sahariana. Da lì scendevano gli schiavisti che si contendevano il bottino con portoghesi, inglesi, francesi, spagnoli, olandesi che invece penetravano l’Africa dalle coste.

Oggi c’è un tentativo ancora peggiore. Non più rubare uomini all’Africa, come in passato, ma rubare Africa, cioè territorio, agli uomini. Un grande califfato nel Sahel, sogno di Moctar Belmoctar che altro è se non questo? Convertire a forza di amputazioni e frustate le popolazioni, applicare rigidamente la legge coranica, abolire la musica, velare le donne…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *