Mali: il terrorismo che non è mai stato sconfitto

Quattro militanti jihadisti hanno attaccato il carcere della città di Niono, nel Mali centrale, liberando decine di detenuti. Lo ha fatto sapere il ministero maliano della Difesa precisando che l’esercito è riuscito a riprenderne alcuni e sta dando la caccia ai restanti.

Nell’attacco una guardia carceraria è stata uccisa e un’altra gravemente ferita. Il commando che ha sferrato l’attacco si sarebbe poi diretto verso Mologo, località a sette chilometri da Niono. L’attacco non è ancora stato rivendicato ma quasi certamente si è trattato degli uomini del Fronte di liberazione di Macina” del predicatore islamista Amadou Kufa. Si tratta di una formazione jihadista vicina ad Al Qaeda per il Maghreb Islamico e al gruppo al Mourabitun dell’imprendibile terrorista Moktar Belmoktar.

Fonti ufficiali del Mali parlano dell’evasione di diverse decine di detenuti, oltre cento. Sempre secondo fonti ufficiali si tratterebbe di prigionieri comuni, come ladri di bestiame. Ma è risaputo che nelle carceri maliane sono detenuti molti disertori dell’esercito, cioè giovani che hanno rifiutato di andare a combattere i terroristi nel deserto del nord, dunque giovani che potrebbero andare ad ingrossare le fila delle formazioni jihadiste.

C’è da aggiungere che nelle carceri delle regioni centrali del Mali sono detenuti tutti quei prigionieri che i soldati maliani e le truppe francesi catturano nelle operazioni che si svolgono nel nord, intorno alle città di Timbouktou, Kidal e Gao che nonostante l’offensiva anti-terrorismo continuano ad essere bersaglio di attacchi e atentati.

Insomma la guerra nel nord del Mali non è riuscita a cancellare il terrorismo che continua a considerare quei territori strategici per le proprie attività. E a volte le formazioni jihadiste riescono a mettere a segno operazioni anche oltre i confini di quel “nord” che è il loro territorio. L’attacco al carcere di Niono ne è una dimostrazione.

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