Mali. La logica inconfessabile della guerra

images (1)Le guerre sono sempre uno sporco affare. In guerra vale tutto. In guerra – come dice una frase famosa – la prima vittima è la verità. Vale anche in Mali dove la logica del conflitto segue tortuosi e insondabili interessi. Ciò che bisogna sapere è che i gruppi dell’integralismo islamico sono stati usati nel passato – e lo sono ancora oggi – a secondo di interessi spesso inconfessabili.

In questo blog ho già sottolineato il fatto che la politica estera francese, se analizzata nel tempo e non in un solo teatro, appare, come minimo, schizofrenica: guerra aperta agli islamisti del Nord del Mali, ma sostegno a quelli che combattono con l’Esercito Libero Siriano o a quelli che abbatterono il regime libico e uccisero Gheddafi.

Ovviamente la Francia non è l’unica. Chi non ha affatto gradito l’intervento francese in Mali è il Qatar, piccola ma influente e ricca monarchia del Golfo finanziatrice di opere culturali nel mondo, proprietaria di squadre di calcio, sede della omologa araba della Cnn, la rete televisiva Al Jazira, e protagonista negli ultimi anni della scena diplomatica internazionale con una politica estera dinamica e interventista.

Si potrebbe dire – senza il timore di esagerare – che dietro i sommovimenti nei paesi arabi degli ultimi anni ci sono sempre stati i soldi del Qatar.

imagesIn Mali, non è un mistero per nessuno, Doha ha sostenuto tutti i gruppi islamisti che hanno occupato il deserto del Nord: Ansar Eddine installata a a Toumboutou, Al Qaeda per il Maghreb Islamico a Gao, e Il Movimento per l’Unicità e il Jihad a Kidal. Quest’ultima formazione in particolare è stata sostenuta dal Qatar in funzione anti-algerina, cioè per minare le basi del potere – che invece hanno retto – del paese maghrebbino e ridimensionare la sua capacità diplomatica in tutta la regione.

Per comprendere il ruolo del Qatar sulla scena internazionale basta pensare che questa piccola monarchia ha consentito l’apertura a Doha di un ufficio politico dei talebani afghani, ufficialmente per trattare il ritiro delle forze internazionali. Le reazioni del Qatar all’intervento francese in Mali sono state più che esplicite: “un intervento precipitoso che avrà delle conseguenze pericolose” – hanno fatto sapere fonti ufficiali della Monarchia del Golfo.

Un fatto è sotto gli occhi di tutti: gli islamisti che combattono contro i francesi in Mali stanno opponendo una resistenza inaspettata, quasi certamente da addebitare ad un armamento efficiente, moderno, tale da limitare le operazioni aeree francesi.

Insomma evidentemente nel teatro maliano sono stati gettati finanziamenti consistenti che il “precipitoso” attacco francese e il sostegno quasi unanime dell’Occidente hanno reso infruttuosi. Fa male pensare che un paese come il Mali, con una popolazione lontanissima dall’integralismo religioso, paese colorato, allegro, musicale, sia entrato – suo malgrado – in questo sporco gioco.

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