Mandela, il Papa e il potere

imagesConosco due persone che hanno lasciato il potere con una sorta di angelica innocenza, pur sapendo bene cosa stavano per fare. Sono il Papa, che si è dimesso oggi (frase, questa, che si fa fatica quasi a scrivere perché risulta incredibile), e Nelson Mandela, di cui ricorre oggi la liberazione dopo 28 anni di prigione.

Naturalmente non sono gli unici ad avere lasciato il potere: ad essersi dimessi, a non essersi ripresentati, ad essersi rifiutati di piegarsi ai blocchi di partenza per la corsa al potere . Ci sono molti personaggi che hanno lasciato il potere, ma pochi hanno fatto questo gesto sapendo bene che la loro scelta avrebbe avuto un valore simbolico enorme. Pochi lo hanno fatto considerandolo anche un messaggio ai posteri. Un messaggio che ha anche una forte valenza politica ed etica.

images (1)Mandela poteva essere il presidente eterno del suo paese. Salì alla massima carica del nuovo Sudafrica dopo 28 anni di prigione. Impresse quelle che pensava fossero le linee principali da seguire nella politica estera e interna e, senza nemmeno ripresentarsi per un secondo mandato, preferì ritirarsi a vita privata. Non in un eremo, non distaccato dal mondo e dalla società ma semplicemente in disparte, come chi ha fatto la propria parte e ora lascia il posto ad altri che, legittimamente vogliono fare la loro parte.

Non so cosa abbia spinto Papa Ratzinger alle dimissioni. Ma anche il suo gesto ha un valore simbolico infinito. Non si era mai visto un Papa dimettersi. No, quel potere è infinito, ambito ma chi lo raggiunge ne rimane prigioniero. Simbolicamente (al di là delle ragioni) Benedetto XVI ha rotto le sbarre e se ne è andato.

Il clamore con il quale questa notizia ha fatto il giro del mondo, e il clamore con il quale tutti in questo momento la stanno commentando dà il segno di come anche l’opinione pubblica consideri quel potere qualcosa di non scalfibile, l’obiettivo supremo dell’uomo.

Un uomo che lo lascia è come se lo avesse vinto, come se fosse superiore. Mandela ha espresso questo concetto qualche volta, come se fosse una azione normale che un uomo prima o poi deve intraprendere. Per diversi motivi: per vecchiaia, per malattia, o semplicemente perchè lo ha fatto per il tempo necessario ed è ora di lasciare. Ecco, se questo messaggio arrivasse al popolo. Se chi commenta e analizza fosse capace di cogliere anche questo valore, forse avremmo una visione più completa della realtà e dell’uomo che la costruisce.

1 comment for “Mandela, il Papa e il potere

  1. John Russo
    11 febbraio 2013 at 23:55

    Finalmente qualcuno che ha una visione umana e oggettiva delle legittime (seppurr inaspettate) dimissioni di Bendetto XVI e non scrive le fantasie complottistiche che proprinano i giornali, o personalità come Saviano, o la gente su Fb

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *