Mare Nostrum o Frontex. Sproloqui dei politici

images (1)E’ accaduto ancora. E dobbiamo ammettere che ce lo aspettavamo. Diverse decine (quasi duecento) di giovani africani, tutti del Corno d’Africa, somali ed eritrei sono morti annegati, inghiottiti dal Mediterraneo con il sogno di arrivare sulle coste della Sicilia. Erano partiti dalla Libia che è sempre più nel caos.

In Italia la politica parla di “Mare Nostrum” e di “Frontex”, cerca di trovare un modo per non dover fare i conti con i migranti, cerca di rimuoverli, quasi chiede loro di morire in silenzio, senza disturbare, alla ricerca di terra ferma che non sia l’Italia.

Non ci riusciranno. I politici non riescono a capire quale volontà incrollabile anima questi giovani che vogliono avere una chances nella vita. I nostri politici poi non riescono a capire cosa sia vivere in un paese come la Somalia, in guerra da venti anni, o come l’Eritrea, un buco nero di vessazioni, soprusi, torture e sparizioni.

I nostri politici non riescono a capire che non ci sono scorciatoie. La storia dell’umanità è fatta di migrazioni: dai territori della povertà e dell’insicurezza a quelli del benessere e della ricchezza. La politica non riuscirà a fermare i migranti che, anche se verranno accolti a fucilate, continueranno ad arrivare. Niente e nessuno li può fermare.

L’unica via per fermarli è quella di dare loro una chances, la speranza che i loro paesi diventeranno luoghi nei quali si può vivere, si può studiare, si può godere della vita.

L’unica via, dunque, è quella di non appoggiare regimi spietati come quello eritreo di Isaias Afworki. L’unica via è quella di aiutare realmente la Somalia a diventare un paese vivibile. Ma la politica non fa questo e pretende che i giovani di questi paesi paesi decidano di “non-vivere”. Impossibile: piuttosto continueranno a morire nel Mediterraneo, a un passo da noi.

3 comments for “Mare Nostrum o Frontex. Sproloqui dei politici

  1. Rachele
    24 agosto 2014 at 08:45

    Caro Raffaele Masto,
    sono una sua fan. Le seguo molto poichè porti le notizie sul Africa. Mi dispiace scoprire ancora una volta il mare è così crudele a inghiottire tutti questi giovani corpi tra l’altro molti di miei connazionali. La politica italiana nonchè quella Europea continua a scaricare le colpe a vicenda per non trovare una soluzione migliore. Le dico che questi morti sono quelli palesi ma le posso assicurare che ci sono molti altri in fondo il mare che nessuno sa testmoniare oltre l’acqua che li ha ingiottiti. Però dal suo articolo mi incuriosiva una cosa detta ripetutamente anche su altr articoli. Ma lei quando scrive dell’Eritrea da dove trova le notizie? é mai stato in Eritrea? Sa quali sono i motivi che spingono i giovani a lasciare la propria terra oltre il servizio militare? Io le posso dire che, da una persona vissuta tantissmi anni in Eritrea, ci sono in atto due sanzioni su Eritrea da parte dell’ONU( AMERICA a mio parere) che pesano il paese che non ha fatto in tempo a reggere in piede dopo 30 anni di guerra dall’altra parte l’interesse dell’America nei confronti dell’Eritrea non è compiuta( le ricordo che un tempo l’America aveva cercato di mettere la basi militari nelle isole di Dahlak). Il Governo attuale come molti Eritrei crede che ERITREA IS NOT FOR SALE ma l’America inquanto una potenza dispettosa fa di tutto per distabiliare l’Eritrea come è accaduto con la somalia aiutando a lasciare i giovani il loro paese come OBAMA stesso l’ha detto in un intervista. Io, da lettrice, le chiedo solo una cortesia cioè quello di informare meglio sul Eritrea prima di scrivere. Se i giornalisti come lei faccessero arrivare notizie vere e aiutassero a far capire ai lettori le dinamche vere, mi creda oggi non saremmo qui ad assistere i morti nel mare.
    Io le chiedo

  2. antonio ferraro
    24 agosto 2014 at 13:39

    Purtroppo questo nostro “buon senso” non sta nella testa della gran parte della popolazione, ne’, tantomeno, di chi ci governa e rappresenta ed asseconda la parte peggiore della società. Molto dobbiamo ancora impegnarci affinché i comuni cittadini, oggi interessati quasi esclusivamente alle sorti delle merci in viaggio dall’Africa verso l’Italia, pensino finalnente agli esseri umani ed alle condizioni terribili che vivono nelle loro terre anche e sopratutto a causa nostra.

  3. Gian
    26 agosto 2014 at 06:23

    Caro Masto, credo che le affermazioni della lettrice Rachele impongano una presa di posizione o quanto meno un commento da parte sua. In sostanza, se non ho capito male, la sig.ra Rachele difende l’attuale governo che ” orgogliosamente” si opporrebbe alle mire dell’ ONU ( cioè dell’America). In particolare accenna a due sanzioni che opprimerebbero l’ Eritrea senza dire di cosa si tratta. Io ho viaggiato per molti anni in Africa come semplice turista ( coi miei mezzi non con agenzie turistiche) ed ho occasionalmente avuto modo di parlare con giovani eritrei avendo una versione molto diversa della situazione eritrea da quella della lettrice. Non sono abbastanza informato per esprimere un mia fondata opinione. Vorrei sentire cosa ne pensa lei

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