Migranti: seminare paura per raccogliere voti

Migranti

Oggi tutti i media si concentrano sulle cifre record di migranti che hanno raggiunto le coste italiane sul Mediterraneo. Sono 153.450 e mancano ancora due mesi alla fine dell’anno. L’incremento rispetto all’anno precedente si prevede inferiore al 10%, cioè pari a circa 15 mila persone (per capire: l’Italia è abitata da circa 60 milioni di persone). L’allarmismo con il quale viene denunciato questo record farebbe pensare a cifre molto più consistenti. Piccole cose ma allarme totale.

Ci sono invece altri dati, molto più preoccupanti che nessuno sottolinea. Per esempio questi: sale nel 2016 il numero di migranti che hanno perso la vita attraversando il Mediterraneo. A lanciare l’allarme e l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, secondo il quale ad oggi, nonostante manchino ancora due mesi alla fine dell’anno, si contano almeno 3.740 morti e dispersi, poco meno dei 3.771 registrati nel 2015, finora l’anno più mortale.

Questo tragico bilancio viene rilevato nonostante il forte calo complessivo del numero di persone che hanno attraversato il Mediterraneo per raggiungere l’Europa. Dall’inizio del 2016, una persona ogni 88 che ha tentato la traversata ha perso la vita, un dato in netta crescita rispetto all’uno ogni 269 dello scorso anno. Nel Mediterraneo Centrale questo dato è addirittura più alto, con una morte ogni 47 arrivi.

Le cause sono molteplici: circa la metà di coloro che attraversano il Mediterraneo per raggiungere l’Italia si imbarca dal Nord Africa, una rotta notoriamente più pericolosa. I trafficanti stanno inoltre utilizzando imbarcazioni di qualità sempre più scarsa, tra cui fragili gommoni che spesso non resistono all’intera durata del viaggio. La causa di diversi incidenti sembra essere il maltempo, ma anche le tattiche dei trafficanti stanno cambiando: in molti casi si sono verificate partenze di massa di migliaia di persone in contemporanea.

A fronte di questi dati drammatici l’Unhcr esorta tutti i paesi a fare di più. Cioè rafforzare l’accesso a percorsi regolari che garantiscano sicurezza ai rifugiati. Invece l’allarmismo e l’enfasi sul record di migranti arrivati in Italia risponde ad una logica perversa: seminare paura per raccogliere voti.

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