Migranti: una risorsa per generali e trafficanti dall’Eritrea alla Libia

indexMolti eritrei e somali superstiti del naufragio di Lampedusa hanno raccontato di essere arrivati in Libia dopo avere subito sequestri e angherie di ogni tipo. Bisogna sapere che non si tratta di vessazioni gratuite, commesse solo per cattiveria e intima crudeltà dei trafficanti di esseri umani. No, hanno uno scopo ben preciso e fanno parte di un ingranaggio ben oliato che produce redditi ad una intera filiera, diciamo così…produttiva. Nel libro che ho citato ieri (“Libera”, Feven Abreha Tekle, Sperling e Kupfer) questi passaggi sono descritti nei dettagli perché raccontati dalla viva voce di una ragazza eritrea, Feven, arrivata in Italia dieci anni fa, a Lampedusa.

Si dice che alla frontiera tra Sudan e Libia i migranti provenienti dal Corno d’Africa vengono consegnati ai beduini. In realtà vengono venduti. Chi li ha portati fin lì con camion stracarichi che attraversano il deserto, realizza il proprio profitto. Da lì in avanti tocca agli acquirenti guadagnare sulle loro vite.

I migranti vengono imprigionati e interrogati. I loro carcerieri vogliono sapere da che famiglie provengono. Viene detto loro che se le famiglie non manderanno un riscatto per liberarli verranno lasciati morire sul posto. Impongono ai migranti di telefonare a casa e spiegare la situazione alle famiglie. Viene loro indicato un conto corrente sul quale inviare il denaro per la liberazione. Intanto per rendere convincenti le richieste alle famiglie dei migranti, questi ultimi vengono torturati, lasciati senza cibo e senz’acqua, picchiati, terrorizzati. La successiva telefonata in famiglia verrà fatta tra le lacrime e sarà… molto convincente.

I migranti poveri, cioè quelli per i quali le famiglie non possono inviare denaro verranno considerati “improduttivi”, inutile sprecare cibo e acqua per loro…

Prima di arrivare in questo inferno i migranti avevano già pagato. Per esempio in Eritrea a capo del traffico di esseri umani, secondo alcuni rapporti dell’Onu, ci sarebbe un generale soprannominato “Manjus” che farebbe da collettore di un traffico che scambia armi con migranti da spremere nel lungo viaggio vero l’Europa.

9788860610683Anche nella storia vera di di Feven c’è un generale eritreo che guadagna su questo traffico. Non è il solo. Ad ogni passaggio qualcuno guadagna e i migranti sono una “risorsa”, una materia prima che proviene da una miniera che non si esaurisce e dalla quale tutti, meno ragazzi e ragazze che cercano una vita migliore, traggono vantaggio.

Questo sistema è attivo e funziona con passaggi prestabiliti e ingranaggi oleati da sempre, almeno da quando, dieci anni fa, ho scritto, assieme a Feven, la storia della sua fuga dall’Eritrea.

Non è cambiato assolutamente niente. Dopo la tragedia di Lampedusa, cambierà?

Speriamo perché se non accadrà sarà solo questione di tempo indignarsi e piangere per una nuova tragedia del mare davanti alle coste della ricca e insensibile Europa.

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