Minatori, metalmeccanici, studenti. Sudafrica sempre più in crisi

Studenti davanti all'università di Pretoria

Studenti davanti all’università di Pretoria

Il Sudafrica era uno dei paesi più promettenti del continente africano. Lo è sempre stato, anche venti anni fa quando, secondo i clichè di sempre, l’Africa era un paese senza speranza. Lo è a maggior ragione oggi che, secondo i nuovi clichè, l’Africa è un continente di opportunità economiche infinite.

Ma il Sudafrica dei nostri tempi è un paese che ha più problemi che speranze. Sono, infatti, scoppiati nuovi scontri fra studenti sudafricani in lotta contro gli aumenti delle tasse universitarie e polizia davanti agli Union Buildings di Pretoria, che ospitano la presidenza della Repubblica e gli uffici del governo.

Due giorni dopo i disordini davanti al Parlamento di Citta’ del Capo, la protesta si e’ spostata nella capitale. Migliaia di giovani, in rivolta da una settimana contro gli aumenti, si sono radunati nei pressi del complesso e hanno tentato di farvi irruzione dopo aver in parte abbattuto la recinzione circostante.

Caricati una prima volta dagli agenti, gli studenti hanno risposto con una sassaiola e hanno acceso roghi tutto intorno per tenerli a distanza, appiccando il fuoco anche alle toilette chimiche allestite per l’occasione: a quel punto e’ scattata la reazione piu’ dura dei poliziotti, che hanno lanciato gas lacrimogeni e granate stordenti per disperdere i dimostranti, mentre i fuochi venivano spenti con gli idranti.

Di li’ a poco era atteso un discorso del presidente sudafricano, Jacob Zuma, che aveva appena incontrato una delegazione studentesca e i rappresentanti degli atenei per tentare una mediazione. Questi scontri erano quasi attesi. Da mesi gli studenti protestano e il governo non li ascolta. Gli studenti arrivano buoni ultimi perché hanno già protestato i minatori e i metalmeccanici, due settori cruciali dell’economia sudafricana.

Ed è proprio l’economia sudafricana il problema. Il paese vive una crisi fortissima e ha una classe politica che si è dimostrata non idonea ad affrontarla. Oltre agli scandali per la corruzione (orimo fra tutti quella per la costruzione della residenza privata del presidente Zuma), il Sudafrica risulta penalizzato nelle esportazioni e nella produttività.

Dal punto di vista sociale vive una fortissima crisi di razzismo con i lavoratori di altri paesi africani che cercano maggiore fortuna sul suo territorio (e non la trovano più). Un tempo il Sudafrica era a pieno titolo uno dei paesi dei cosiddetti BRICS (Brasile, Russia, Indonesia, Cina e Brasile, appunto). Oggi lo rimane quasi solo per l’acronimo. Gli studenti e le loro proteste potrebbero essere la goccia che fa traboccare il vaso di una crisi ormai profonda.

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