Misna chiude, peccato! Ce n'era un gran bisogno...

Misna chiude, peccato! Ce n’era un gran bisogno…

Logo Di MisnaHo lasciato passare qualche giorno prima di intervenire da questo blog sulla notizia che la Misna, agenzia missionaria di stampa, chiuderà i battenti dal prossimo primo gennaio 2016.

Era nata nel 1997 per volontà di alcune congregazioni missionarie con l’esigenza di costruire un terreno comune dal quale le varie congregazioni potessero offrire una informazione precisa, competente, aggiornata sui luoghi del mondo nei quali i propri missionari lavoravano.

L’idea era vincente, non solo a quei tempi ma, sono certo, anche oggi. Era vincente perché su Africa, America Latina, Asia c’era una informazione omologata ad alcuni cliché che spesso portavano fuori strada. E’ vincente ancora oggi perché sono cambiati i cliché ma non la distorsione dell’immagine che in Europa si ha del resto del mondo.

Missionari, cooperanti, volontari sono sparsi in tutto il pianeta, vivono la quotidianità, conoscono nei dettagli le situazioni. Sono i migliori fornitori di informazioni che ci sono sul mercato. I loro racconti, le loro analisi, le loro valutazioni hanno solo bisogno di “lavoro giornalistico” in modo da renderle fruibili al pubblico. Tutto ciò era vero quando è nata Misna, ed è vero ancora oggi. Forse addirittura oggi ancora di più. E allora perché Misna muore? Se non è cambiata la situazione, se su Africa, Asia, America Latina l’informazione è ancora dominata da cliché e superficialità, evidentemente sono cambiate le congregazioni. E’ cambiata la loro forza di penetrazione, il loro bisogno di far conoscere al mondo i luoghi della loro missione, è cambiato il desiderio di far sapere che il mondo non finisce nei ristretti confini di una Europa e di un Occidente sempre più piccoli, impauriti, assediati.

Certo, ufficialmente a far morire Misna è un forte deficit, cioè la non economicità dell’impresa. Insomma gli stessi motivi di tutte le crisi, di tutte le chiusure, di tutti i licenziamenti. Ma queste motivazioni sono poco accettabili da congregazioni che spesso gestiscono con fatica (quelli si) immensi patrimoni immobiliari. A tutto ciò va aggiunto che chi, come me, da sempre lavora sull’Africa nota che la domanda di informazioni e di notizie non è affatto diminuita. Anzi!

E’ vero, forse oggi i missionari, anche per questioni di età, sono sparsi meno in tutto il mondo. Ma sono stati sostituiti spesso da sacerdoti locali, legati appunto a congregazioni europee. Proprio perché “del posto” questi “Nuovi Missionari” sono ancora più preziosi di quelli della generazione precedente. Insomma, c’è ancora un gran “Bisogno di Misna” e di altre iniziative del genere. E non voglio in questo mio ragionamento soffermarmi sul fatto che la chiusura di Misna è né più e né meno che un licenziamento di nove persone tra collaboratori e assunti. Nove giornalisti che avevano raggiunto una professionalità, che sapevano dialogare, interpretare e “tradurre” notizie e informazioni preziose che spesso, anche questo blog, ha utilizzato.

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