Nella giornata dei migranti un’altro scandalo Lampedusa

imagesIl 18 dicembre del 1990, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottava la Convenzione Internazionale sulla Protezione dei Migranti e delle loro Famiglie. Questo giorno cade proprio mentre il nostro paese si distingue, con le immagini che sono circolate sulla “purificazione” dalla scabbia a Lampedusa di un gruppo di migranti nudi, umiliati e lavati con una pompa da operatori con le mascherine.

Bella figura, l’Italia! Due mesi fa il naufragio degli eritrei, un’altra bella figura con l’invito alla cerimonia funebre dell’ambasciatore eritreo, rappresentante di un paese dal quale tutte quelle vittime scappavano, ma che l’Italia riconosce.

Peccato, queste brutte figure! Peccato perché gran parte degli italiani non sono così. Sono certo che quelle immagini hanno indignato molti. Sono certo che in molti ci siamo vergognati al pensiero che possano fare il giro del mondo.

Il problema è che quelle sono immagini che in molti – addetti ai lavori, volontari, giornalisti – hanno sempre sospettato si celassero dietro i muri dei centri di accoglienza. Centri che sono spesso vietati ai giornalisti, tenuti coperti agli occhi di volontari e militanti delle associazioni.

Perché quelle immagini, o altre simili, non debbano nel futuro indignare nuovamente bisogna che un paese civile renda più accessibili quei centri.

Farlo significa anche educare operatori, funzionari, militari al fatto che ci si deve comportare con i migranti come se ogni azione nei loro confronti fosse pubblica, come se i muri non ci fossero, come se le persone che si hanno davanti non fossero le più deboli e indifese di un meccanismo globale che trita cervelli, carne umana e dignità. Del quale quella parte di italiani che non si indignano possono diventare complici impunemente.

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