Nigeria, istruzioni per l’uso

Nigeria Traffico e confusione a LagosLa Nigeria è il paese di Boko Haram, del Mend, delle prossime elezioni politiche, del petrolio, della crescita economica. Certo, ma la Nigeria è anche il paese dei paradossi, degli eccessi, delle contraddizioni, delle lacerazioni. Ma soprattutto la Nigeria è il paese dello Shakarà, parola intraducibile perchè esprime un modo di comportarsi, un’indole, una sorta di personalità profonda che si manifesta nella vita quotidiana. Anzi, per la verità si esprime soprattutto nel traffico caotico e senza soluzione di continuità delle città. Ma che cosa è concretamente lo Shakarà?

Immaginate una strada senza asfalto e piena di buche, flagellata dall’acqua che cade a secchiate durante la stagione delle piogge e intasata da auto, camion, suv e ogni genere di veicolo a motore, ma soprattutto intasata da minuscoli veicoli leggeri come il nostro vecchio “Ape Piaggio” che non sono altro che taxi collettivi dal nome improponibile, Kekenapep, che sembrano, agli occhi degli altri automobilisti, fastidiose e irritanti zanzare che si infilano, irriverenti e provocatori, in ogni buco.

Bene, se da questo groviglio di veicoli vedete ad un certo punto esplodere una discussione animata che può anche finire in una zuffa di dimensioni colossali, ecco, quello è lo Shakarà: uomini e donne che discutono con le vene del collo gonfie di sangue pulsante e gli occhi spalancati, fuori dalle orbite che minacciano ogni genere di violenza.

Lo Shakarà può manifestarsi in ogni luogo della vita quotidiana e per ogni tipo di argomento, compreso lo sport e la politica e, per certi versi, è anche un evento economico. Si, economico perchè quando lo Shakarà trascende arriva la polizia e allora, per evitare arresti e botte arbitrarie si deve pagare la tangente, una sorta di tassa, una marca da bollo che va a benificio dei primi agenti degli innumerevoli corpi di polizia e dell’esercito che battono le strade.

Non è difficile nelle città nigeriane assistere ad un arresto. Avviene così: un non meglio specificato agente, poliziotto, soldato o vigile intima ad una vettura di fermarsi. Il conducente di questa quasi certamente cerca di sottrarsi e accelera (le targhe in Nigeria sono un optional), l’agente allora passa alle vie di fatto: pesta coi pugni o con un bastone sulla corrozzeria e poi cerca di aprire una portiera. Se ce la fà si butta a pesce all’interno dell’abitacolo dove si sviluppa una lotta senza quartiere. Per uscire l’agente pretenderà, naturalmente, la solita tangente.

La corruzione in Nigeria è normale. Nessuno si scandalizza, nessuno denuncia nessuno. Per uno straniero partire o arrivare in un aeroporto qualunque di una città del paese e uscirne indenne è una impresa titanica: tutti chiedono soldi, tutti minacciano arresti, tutti mostrano di essere pronti a farvi perdere l’aereo. Se conoscete un ministro rivolgetevi a lui, ma non sentitevi troppo sicuri. Un ministro più potente al quale non evate elargito potrebbe lasciarvi in pasto alle cavallette della dogana, del controllo passaporti o dei bagagli.

1 comment for “Nigeria, istruzioni per l’uso

  1. Chika
    26 novembre 2014 at 13:47

    Il termine shakara non ha nulla a che vedere con le situazioni descritte in questo “articolo” in quanto farà shakara significa fare il vanitoso, in termine più informali significa fare il Figo. Sono d’accordo quando dice che la Nigeria è il paese delle contraddizioni poiché una parte delle situazioni descritte corrisponde a realtà, ma generalizzando il “giornalista”non fa altro che dire illazioni rovinando così l’immagine della Nigeria a scapito del turismo e sopratutto inducendo comportamenti e pensieri razzisti, anche se in maniera celata ,riguardo la maggior parte dei cittadini che non rispecchia del tutto la sua descrizione. L’articolo a mio avviso è un preludio di un possibile intervento dell’Onu/nato che come sempre non sono spinti da motivi caritatevole ma economici visto la crisi che sta investendo le “potenze mondiale”. Tutte queste dinamiche ad un giornalista dovrebbero essere note perché rispecchiano esattamente il preludio del “1917”.

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