Obama, l’Africa e la Cina

imagesNell’aereo che lo portava dal Senegal al Sudafrica Barak Obama ha fatto questa dichiarazione ai giornalisti al seguito: “Da un lato vedo che tanta gente in Africa è contenta dell’impegno cinese. Dall’altro però riconoscono che l’interesse primario della Cina è ottenere accesso alle materie prime naturali per rifornire l’industria manifatturiera cinese e aiutare le loro esportazioni. E spesso questa politica vede l’Africa come semplice esportatore di beni, senza che vi sia molto valore aggiunto o creazione di ricchezza. La conseguenza di tutto ciò è che qui in Africa non si creano molti posti di lavoro, e non si gettano le basi per uno sviluppo a lungo termine. Ma detto questo non dobbamo vedere l’ingresso di Cina, India, Russia, Indonesia come una cosa negativa. Anzi, deve essere un segnale per noi sul fatto che qui ci sono grandi opportunità e che non dobbiamo rimanere al margine, bloccati dallo streotipo secondo cui il futuro dell’Africa è ancora tutto da vedere”.

Queste parole di Barak Obama – ovviamente ripulite degli aggiustamenti e ammorbidimenti diplomatici – spiegano tutto: la sua visita nel continente africano, il ruolo della Cina e dei BRICS nel continente, e gli obiettivi che la Casa Bianca si propone di perseguire per il futuro. Spiegano anche l’opinione che Obama ha dell’Africa.

Provo a fare una traduzione di quelle parole. Il capo della Casa Bianca dice che la Cina in realtà è in Africa perché punta a materie prime e risorse a costi vantaggiosi. Questa presenza non crea le basi per uno sviluppo futuro del continente che, del resto, a Pechino non interessa affatto. La presenza cinese è una preoccupazione per gli Stati Uniti che vedono delle ricchezze che non riescono a fare proprie andare invece ad arricchire e rendere forte un concorrente, la Cina appunto che si dimostra sempre più minacciosa, avida, invadente sui mercati mondiali e, non trascuriamolo, anche sulla scena politica internazionale.

Obama dice all’Africa: fidatevi di noi, dell’Occidente! Oggi ci interessa che voi, popoli africani, siate un mercato, cioè un miliardo di persone alle quali è conveniente dare un potere d’acquisto. Ai cinesi invece interessano solo le vostre materie prime, non il vostro benessere.

Vero. Obama trascura però di dire che fino ad un ventina di anni fa l’Occidente ha fatto in Africa ciò che oggi critica alla Cina.

Oggi preferiremmo un miliardo di africani con un potere d’acquisto capace di assorbire le merci che Europa e nord America non riescono più a vendere. La Cina ci rimprovera di aver saccheggiato l’Africa nel passato e adesso è arrivato il suo turno.

Su una cosa Cina e Occidente non si criticano: entrambi hanno mantenuto, a volte finanziato e sostenuto al potere in Africa dittatori impresentabili, sanguinari, violenti ma fedeli al potente di turno e soprattutto disponibili a far saccheggiare il loro paese in cambio di arricchimento personale e riconoscimento al potere.

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