Economia, Politica

Pensavate che il colonialismo fosse finito… Macchè!

glez_LANDGRAB21Ecco come vanno le cose. Si parla di Land Grabbing ma, nei singoli casi, è difficile stabilire un percorso preciso che meta in luce cosa sia realmente questo sistema che, per quanto mi riguarda, considero molto peggiore del colonialismo. Un recente caso di “affitto della terra” avvenuto in Liberia aiuta a comprendere di cosa si tratta: il governo della Liberia ha accordato una concessione di 310 mila ettari ad una società malese che si chiama SIME DARBY, una delle più grandi imprese nella produzione di Olio di Palma che da sola mette sul mercato il sei per cento della produzione totale mondiale, un colosso. Il contratto – che risale al 2009 – prevede l’affitto per 63 anni di un’ampia fetta di terre nella Liberia nord-occidentale. Il costo non supera i cinque dollari l’ettaro. Secondo gli accordi il trasferimento della terra avviene nella piena disponibilità degli affittuari senza che ai contadini, che ricavavano sostentamento da quella terra, sia garantito alcun risarcimento.

A sostegno dei contadini sono partite una serie di iniziative, anche legali, che però sono complicate dal fatto che dietro SIME DARBY c’è un poderoso groviglio di interessi tutt’altro che periferici. Si tratta di interessi che sono molto vicini a Europa e Nord America, che riguardano la loro crisi economica e le loro possibilità di non perdere fette di mercato in un settore strategico.

la società malese, infatti, ha il determinante sostegno finanziario dell’Europa. Banche, fondi pensione detengono in SIME DARBY quote che si aggirano attorno ai 280 milioni di euro. Di recente, poi, hanno anche facilitato l’emissione di obbligazioni facenti capo alla società malese per altri 250 milioni. Di mezzo ci sono anche i fondi pensione dei governi di Olanda e Norvegia, i tedeschi di Deutsche Bank e gli inglesi di Hsbc e Standard Charter. Secondo molti analisti e ricercatori della partita farebbero parte anche gli italiani di Banca Intesa, che avrebbero una partecipazione di oltre dieci milioni di euro.

Insomma l’Europa sarebbe alla rincorsa di Cina, Corea, Indonesia, Arabia Saudita, India che nel sistema del Land Grabbing hanno fondato una vera e propria strategia di intervento in Africa e non solo.

Un sistema che, come dicevo, trovo sia peggiore del colonialismo con il quale oltre un secolo fa, quelle che sarebbero diventate le grandi potenze mondiali, si finanziarono la loro collocazione negli equilibri internazionali. Il colonialismo infatti fece di molti paesi dei territori specializzati in prodotti agricoli per l’esportazione: arachidi, cotone, thè, caffè, banane, ecc.

Oggi con il Land Grabbing si fa lo stesso, cioè si impone ad un paese di utilizzare parte del territorio per la produzione di prodotti per l’esportazione che non arricchiranno l’economia locale nemmeno con gli introiti delle vendite perchè il territorio sul quale sono prodotti non fa più parte (di fatto) del paese che lo ha affittato.

Cambiano le materie prime ma il concetto è lo stesso. E tutto questo avviene cento anni dopo. E dopo che la storia ha ampiamente condannato il colonialismo che, a quanto sembra, uscito dalla porta rientra dalla finestra.

4 Comments

  1. Alberto Rovelli

    confermo che la stessa politica è in atto in Mozambico e in Mali;
    che strano, si mettono in moto meccanismi perversi ingiusti corrompendo i gooverni locali … poi se capitano carestie e guerre si darà la colpa ai chi è stato drubato.

  2. Paolo serra

    Caro Raffaele, come ha ragione!

  3. Marina

    Non pensavo che il colonialismo fosse finito, anzi sono estremamente convinta che non lo sia , anche se diciamo e’ diverso nelle modalità ma non certo nei contenuti e negli obiettivi, purtroppo questo e’ il mondo che fa comodo a noi e il disequilibrio che ci permette di essere ‘ricchi’

  4. Alessandra

    Buongiorno,
    Oltre all’analisi tecnica qui molto chiara, mi piacerebbe, se aveste voglia di darmi qualche spunto, riuscire a meglio capire dove il meccanismo si inceppa.
    Partiamo da un assunto: ‘l’occasione fa l’uomo ladro’. Il senso civico della società malese e delle banche occidentali e’ palesemente inesistente e siamo d’accordo. Qualcuno potrebbe imporre delle regole, ma, a quanto pare, tra i ‘potenti’, nessuno ne ha forte interesse. Allora spostiamoci verso l’Africa e gli africani. Perché non reagiscono? Ora, governi africani corrotti a parte, perché gli africani non si oppongono? Nella mia più modesta e forse anche banale opinione, chi, come noi, tiene al rispetto di tutti, e soprattutto chi può operare direttamente laggiù nel continente nero, dovrebbe puntare tantissimo ad alfabetizzazione ed istruzione. Solo così, gli africani potrebbero avere un livello di comprensione e ragionamento tale da portarli a difendere se’ stessi senza farsi intortare da fasulli ragionamenti e da un consumismo che, di appagante, offre ben poco. Come mai, se i governi africani intendono lasciare il loro popolo nell’ignoranza, il popolo stesso non sviluppa un elevato senso di importanza verso la cultura? Ok, devono lavorare per sopravvivere, e siamo d’accordo, ma la cultura si fa anche nei tempi morti… Questo faccio fatica a capire. E, sottolineo, e’ importante anche da noi, per tentare i sopravvivere verso i prepotenti. Importante per tutti.

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