Presidenti onnivori e imbroglioni (ma con complici potenti)

sassouhollandeEcco come vanno le cose in Africa. Ciò che accade in Congo Brazzaville è una sorta di copione che viene messo in scena, di volta in volta. Ecco gli atti di questa triste opera che, alcune volte, viene fatta passare per democrazia.

Primo atto. Il presidente in carica indice le elezioni e le vince (le vince sempre, è una sorta di legge).

Secondo atto. Il presidente in carica che ha vinto le elezioni si candida per il secondo mandato e vince ancora, secondo la “legge” enunciata nel primo atto.

Terzo atto. Il presidente in carica non si può presentare per un terzo mandato perchè la costituzione lo vieta. Allora lui cambia la costituzione e chi non è daccordo fuori dalla cerchia del potere.

Quarto atto. Si fanno le elezioni e il presidente in carica le vince, sempre secondo la legge enunciata nel primo atto.

Quinto atto (non va in scena sempre). Il popolo, i giovani, la società civile protestano ma il presidente in carica se ne frega. L’appoggio dei suoi colleghi presidenti africani (che faranno come lui alle prossime elezioni) lo rafforza. E lo rafforza anche il silenzio della comunità internazinali (o le tiepide proteste) di Europa e Stati Uniti. O, spesso, l’appoggio tacito delle nazioni alle quali il paese in oggetto offre ottimi contratti, appalti o licenze di sfruttamento di materie prime.

Ecco, la notizia che segue è un esempio di questo copione. In Congo Brazzaville siamo, per ora, al terzo atto. Il presidente della Repubblica del Congo, Denis Sassou Nguesso, ha annunciato un importante rimpasto di governo dopo l’esclusione di due ministri che si opponevano alla modifica della Costituzione e che avrebbe permesso al 72enne capo di Stato – al potere da piu’ di trent’anni – di correre per un terzo mandato nel 2016.

Il mese scorso si e’ svolto un “dialogo nazionale”, organizzato dal presidente, in cui centinaia di delegati hanno votato a favoredi una nuova Costituzione che permetta la candidatura a Capo dello Stato, senza limiti di eta’ e senza limitare il numero dei mandati.L’opposizione ha denunciato un “colpo di Stato costituzionale”. I due ministri(del Commercio Claudine Munari e del Servizio Civile Guy-Brice Parfait Kolelas) si sono uniti all’opposizione e sono stati quindi rimossi dai loro incarichi.

Le due nuove figure che si uniscono al governo della Repubblica del Congo sono Euloge Kolelas Landry, fratello del ministro del Servizio Civile rimosso e Jean-Marc Thystere Tchicaya, nominato al ministro del Petrolio. Scenari simili, in cui i capi di Stato vogliono cambiare la Costituzione per restare al potere, si registrano anche nella Repubblica Democratica del Congo, nel Rwanda, nel Burundi, in Uganda, etc.

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