Presidenti senza fantasia

 

Joseph-Kabila_2065684bE’ il solito copione africano quello che sta andando in scena in questi giorni a Kinshasa: un presidente, Joseph Kabila, arrivato quasi alla fine del suo secondo e ultimo mandato, secondo la costituzione, non se ne vuole andare e non esita a mettere in campo spregiudicate e pericolose manovre per restare al potere.

Da giorni Kinshasa vive in una forte tensione che è sfociata in scontri e disordini tra manifestanti, studenti e polizia che hanno causato undici morti, secondo le informazioni ufficiali, almeno 28 secondo altre fonti.

Manifestazioni e proteste sono scoppiate perché Joseph Kabila sta tentando di rimandare le presidenziali che sono in programma tra un anno circa, quindi all’inizio del 2016. Proprio in questi giorni il parlamento sta discutendo un provvedimento che rinvierebbe le elezioni a data da definirsi, ma sicuramente dopo un censimento generale che potrebbe durare anche anni. Un rinvio che consentirebbe a Kabila di rimanere al potere e di trovare, con calma, un sistema per cambiare la Costituzione o vanificarla.

Il presidente ovviamente smentisce queste manovre e accusa l’opposizione di strumentalizzare la piazza e gli studenti con scopi tutt’altro che democratici. Sarà anche vero, ma è innegabile che chi sta operando nel torbido per ora è Kabila e il suo entourage.

Il copione è il solito, come si può vedere, i presidenti africani non hanno fantasia. Ma la cosa che andrebbe sottolineata in questi casi è che anche il copione che recitano le potenze europee, occidentali in genere, e ora anche quelle emergenti asiatiche, è sempre il solito: fanno scena muta! Sempre pronti a chiedere democrazia, elezioni e multipartitismo di fronte ad un presidente che ha finito e non se ne vuole andare stanno zitti.

Auspicheranno, chiederanno, batteranno il pugno sul tavolo quando la situazione degenererà. Adesso, che dovrebbero farsi sentire, sono tutti sordi e muti, ammaliati e ipnotizzati dalle immense ricchezze del Congo e da un presidente che potrebbe concederle a condizioni più favorevoli di quanto potrebbe fare un eventuale nuovo venuto. Anche questo un copione già visto. Ultima messa in scena il Burkina Faso dell’ex Blaise Compaorè.

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