Quel solito copione africano

indexSempre più alta la tensione in Burkina Faso. La causa è la messa in scena del solito copione africano. Ecco di cosa si tratta.

Il Partito di governo, cioè il CDP, Congresso per la Democrazia e il Progresso ha ufficialmente chiesto l’organizzazione di un referendum sulla modifica dell’articolo 37 della costituzione che impone un limite al numero di mandati presidenziali.

Il Congresso per la Democrazia e il Progresso è il partito dell’eterno presidente del Burkina Faso, Blaise Compaorè. I responsabili del suo partito hanno chiesto di convocare il corpo elettorale in una data da definire per svolgere, appunto, un referendum costituzionale. L’articolo 37 della costituzione è all’origine di una crisi politica che nei mesi scorsi è stata la causa di una spaccatura all’interno del CDP tra fedelissimi di Blaise Compaorè e oppositori.

Insomma il Padre Padrone del Burkina questa volta è veramente fortemente isolato, come non lo è mai stato. Eppure… eppure, non molla.

Quello del potere deve essere proprio un virus che è particolarmente virulento in Africa e che colpisce i presidenti che hanno finito i mandati presidenziali a loro disposizione. Nel caso del Burkina Faso e di Blaise Compaorè però c’è una variante, o almeno una particolarità. Dietro di lui probabilmente c’è la Francia che, evidentemente, lo considera ancora uno degli uomi più fidati per difendere i propri interessi in Burkina Faso e in Africa Occidentale.

Insomma Blaise non è stupido come il suo ex collega centrafricano Bozizè. Sa bene che finché c’è Parigi come protettore si rischia di continuare a vincere. Eppure Blaise Compaorè è ormai un personaggio impresentabile. Alla guida del Burkina Faso dal 1987 in seguito all’assassinio di Thomas Sankarà (nel quale peraltro è stato coinvolto). Ha vinto le elezioni nel 1991, 1998, 2005, 2010 secondo la legge che “In Africa se un presidente al potere organizza elezioni le vince sicuramente”.

E’ giovane, è nato nel 1951 e, anagraficamente, potrebbe stare al potere ancora decenni. Almeno finché quel copione africano continuerà ad andare in scena.

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