Quelli che galleggiano sul mare di Lampedusa e quelli che parlano per far prendere aria ai denti

imagesIn queste ore di commozione, la Lega è riuscita a incolpare la Kienge e la Boldrini della tragedia di Lampedusa. Ecco cosa ha detto il vice capogruppo a Montecitorio Gianluca Pini: “La loro scuola di pensiero ipocrita che preferisce politiche buoniste alle azioni di supporto nei paesi del terzo mondo porta a risultati drammatici come questi. Continuando a diffondere senza filtri messaggi di accoglienza si otterrà la sola conseguenza di mietere più vittime di una guerra”.

Ma ci spiegheranno questi leghisti quali sono, secondo loro, le “azioni di supporto nei paesi del terzo mondo” che dovrebbero evitare di fare partire eritrei e somali verso l’Europa? Sanno questi personaggi dov’è la Somalia? dov’è l’Eritrea? E cosa succede in quei paesi?

Racconto un avvenimento di cui cade il decennale in questi giorni. Avvenimento sul quale sarebbe interessante conoscere quali provvedimenti prenderebbe la Lega per consentire agli eritrei di vivere in un paese dal quale si può non fuggire.

Nel settembre del 2001 in Eritrea il ministro delle risorse Petros Solomon veniva arrestato assieme ad un’altra decina di politici e giornalisti. La moglie, Aster Yohannes, era negli Stati Uniti per un corso di studio e le vene comunicato l’annullamento del passaporto diplomatico e la conseguente impossibilità di ricongiungersi con i quattro figli piccoli che vivevano ad Asmara con una nonna molto anziana. Aster dagli Stati Uniti riuscì a parlare con il presidente Isaias Afworki il quale le disse che non poteva fare uscire i figli dal paese, ma che lei poteva rientrare in sicurezza per riabbracciarli senza che le succedesse nulla. Aster Yohannes ci credette e nel 2003 rientrò. Fu arrestata appena scesa dalla scaletta dell’aereo. Ad oggi, cioè dieci anni dopo, di Aster Yohannes non si sa più nulla. Scomparsa. Inghiottita come il marito e migliaia di persone dalle carceri eritree. Amnesty International l’ha nominata simbolo di tutte le donne imprigionate.

Ecco, buona parte dei morti di Lampedusa scappava da un paese così. Un paese in cui nelle città non ci sono più giovani perché sono tutti reclutati, con vere e proprie retate di polizia, per fare il servizio militare obbligatorio senza limiti di tempo. Nessuno lavora più i campi, il cibo è razionato, non ci sono elezioni, il presidente è sempre lo stesso, da venti anni, non c’è vita politica. Per i giovani l’unica chances è scappare…

L’autore della dichiarazione di cui sopra ha da dire qualcosa a questi giovani? Ci faccia sapere come bisognerebbe dissuaderli dal fuggire?

O forse bisognerebbe chiedere ai dittatori africani di essere ancora più duri, ancora più inflessibili? Bisognerebbe chiedere loro di sigillare ermeticamente i paesi in modo da non far uscire nessuno?

Lo sanno i leghisti che molti di quei corpi che galleggiano ancora sull’acqua davanti alle coste di Lampedusa avevano come unico sogno quello di poter far vivere un po’ meglio le loro famiglie con le rimesse che avrebbero inviato dall’Europa? Lavorando, naturalmente.

Se lo sanno, ci facciano anche sapere cosa bisogna fare concretamente. Altrimenti smettano di parlare per far prendere aria ai denti.

5 comments for “Quelli che galleggiano sul mare di Lampedusa e quelli che parlano per far prendere aria ai denti

  1. janjo
    4 ottobre 2013 at 15:56

    Grazie per quello che fai.

  2. sabrina
    5 ottobre 2013 at 05:41

    Non ci sono parole….ma solo lacrime…..!!!

  3. Francesco
    5 ottobre 2013 at 12:51

    La VERGOGNA, quella di cui ha parlato Papa Francesco, per i leghisti, non potrà mai essere abbastanza – anche perché non la conoscono, come non conoscono quasi niente, men che meno le condizioni di vita dei migranti nei loro paesi…

  4. Bruna Sironi
    5 ottobre 2013 at 14:05

    Ma smettano di parlare e basta! Lo sanno benissimo! Lo sanno benissimo da dove vengono quei ragazzi, quelle donne e quei bambini. Ma fanno finta di dare lezioni a chi da sempre se ne è preoccupato in vista di una manciata di voti di gente avara e meschina di cuore che pensa di aver il diritto di possedere anche l’aria che respira. Tra l’altro bisognerà ricordare d’ora in poi ad ogni occasione che una gran parte del loro bacino d’utenza elettorale, i padroncini della provincia nordista, si riempiono la bocca di immigrati a casa loro e le fabbrichette di immigrati irregolari, pagati in nero e ricattabili per via della mancanza di doocumenti. Quanto all’aiutiamoli a casa loro … quello che risulta agli atti della cronaca degli ultimi 20 anni, cioè quelli in cui sono stati al governo, è la sistematica distruzione e riduzione del budget dedicato alla cooperazione internazionale in tutte le sue forme. Dunque un’ipocrisia senza nessuna vergogna … neanche davanti alle tragedie come quelle che si consumano nel mare di casa nostra. Ma per fortuna, non ci rappresentano, non ci hanno mai rappresentati e rappresentano un numero sempre più esiguo di italiani, beceri come loro.

  5. 6 ottobre 2013 at 13:26

    Ciao… siamo senza speranza? Il mio pensiero è uguale ed invariato da decenni, spesso mi sento accusare di utopia e sentimentalismo, ma io non demordo nè cambio rotta.
    Io voglio credere e vivere nella convinzione che l’Umanità possa ancora farcela, che un nuovo mondo sia possibile.
    Voglio credere con tutte le forze che ” Il mondo ancora ce la farà”. Esatto, è questa la chiave giusta di lettura..il mondo unito, fatto della stessa umanità, che vuole e condivide gli stessi bisogni, gli stessi valori, gli stessi aneliti.
    Ed è compito di TUTTI, abbandonati gli egoismi e i propri orticelli, schierarsi a fianco di chi lotta, di chi alza il capo e non vuole sottostare inerme al giogo di strani personaggi motivati solo da sete di potere illimitato e ad ogni costo.
    Siamo la stessa umanità in ogni angolo della Terra, soffriamo e gioiamo delle stesse cose, la felicità o la sofferenza di una parte di essa diventa inesorabilmente ed inevitabilmente la felicità e la sofferenza di tutti; come quando in un corpo si ammala un organo ne risente tutta la persona.
    Ecco perché mi aspetterei che Europa, America, Onu, Vaticano, e Stati tutti entrassero in campo con proposte, offerte e soluzioni UNIVERSALI.
    Basterebbe la nascita di una cosa nuova: la consapevolezza di UMANITA’. Un partito universale che abbracci TUTTI gli uomini del pianeta terra. Se si partisse dalla effimeratezza e brevità della vita, dalla consapevolezza… che nulla ci appartiene per sempre e che piuttosto lo abbiamo solo in prestito e da lasciare nelle migliori condizioni alle generazioni future, dalla casualità del posto dove si nasce, dal fatto che nei giri che fa il pianeta potremmo essere noi al posto degli altri…forse…forse ci interesserebbe vivere al meglio i giorni, dandogli un senso che riempia il cuore e non solo la pancia o il portafoglio. Forse..faremmo il possibile affinché la vita sia vita per tutti.
    Purtroppo alcuni ragionano come se il loro passaggio su questa Terra fosse illimitato, eterno…sciocchi se ne andranno come tutti, soli dentro la cascitella!

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