Quell’insano bisogno di orrore

Ho ricevuto un video agghiacciante. Per la precisione arriva dalla Nigeria, località Port Harcourt, Delta del Niger. Con immagini molto crude, anzi direi crudeli, il video racconta una storia africana. I ladri in Africa spesso fanno una brutta fine, vengono linciati. Accade nelle baraccopoli di Nairobi, nelle township del Sudafrica, accade anche in città tranquille come Dakar.

Il video che ho ricevuto è proprio la storia di un linciaggio effettuato e portato a termine in modo efferato, con una crudeltà che è difficile immaginare e descrivere con le parole. E’ un video impietoso, con l’obiettivo che si sofferma su dettagli tremendi, a volte sugli occhi delle vittime che sono quattro ragazzi accusati (pare per errore) di furto.

I quattro vengono spogliati, bastonati, gettati a terra. Si tenta di infilare loro quello che in alcuni slum viene chiamato il collare, cioè un copertone che andrebbe collocato sul busto, in modo da tenere ferme le braccia. Ma per i quattro non ce n’è bisogno, le bastonate li hanno già intontiti. Subiscono, terrorizzati. Hanno capito che non ci sarà pietà.

Nei volti che sono ormai maschere di sangue gli occhi sono ancora aperti, vigili, terrorizzati. Qualcuno cosparge i corpi di benzina e poi arriva la fiammata. Chi manovra la telecamera (probabilmente quella di un telefonino) continua a riprendere con una freddezza che fa paura fino a quando quei corpi non si muovono più. Il linciaggio si è compiuto.

Quando sono stato in grado di ragionare freddamente ho provato il bisogno di condividere quelle immagini. Non era il bisogno insano di orrore che – dobbiamo ammetterlo – l’uomo ha dentro di sé. Era qualcosa d’altro: forse la necessità di sapere che anche altri sono consapevoli del fatto che l’uomo è ancora quell’essere violento, feroce che ha bisogno di prevalere, uccidere, diffondere terrore. Che ha bisogno di sangue e di violenza e che queste necessità si fanno largo quando c’è miseria, ignoranza e quando si vive in società violente, dove vige la legge del più forte. Dove i più deboli, non potendo sopraffare i più forti, finiscono per farsi male tra loro.

 

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