Rap, musica e rime al Tg per evitare la censura

Rap, musica e rime al Tg per evitare la censura

newBeat

Un telegiornale rap che aggira la censura. Ecco cosa sono stati in grado di inventarsi un gruppo di giovani artisti hip-hop in Uganda. In pratica si tratta di un programma che trasmette notizie in rima e in musica che ha conquistato i giovani e ha reso inutile la censura preventiva, almeno per ora.

La trasmissione si chiama NewBeat e va in onda ogni sabato sera sulla rete Ntv, una delle più seguite, prima del notiziario tradizionale che di solito è monopolizzato dalla politica e dall’entourage del presidente Museweni al potere.

La trasmissione è diventata un cult, seguitissima dal pubblico più giovane tanto che i giornalisti rap (loro amano chiamarsi “rap-orters”) non hanno peli sulla lingua e nelle loro notizie musicali affrontano tutti i temi caldi della politica, sfidando la rigida censura in vigore nel paese.

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Hanno rappato in un episodio prendendo di mira un controverso provvedimento contro l’omosessualità firmato dal presidente Museweni. La corruzione, uno dei problemi più diffusi in Uganda, è stato un argomento molto battuto ma nelle notizie si parla anche della situazione in Ucraina o della diffusione del virus ebola.

NewBeat è presentato dalla regina dell’hip-hop Sharon Bwogi, nota come Lady Slyke, da Daniel Kisekka, soprannominato il “sopravvissuto” e dalla giovanissima rapper Zoe Kabuye, conosciuta come “Mc Loy”.
L’obiettivo del programma, come ha precisato Lady Sky, è promuovere la diversità e la visibilità dei gruppi emarginati e superare i confini delle limitazioni della stampa.

“All’inizio alcuni si lamentavano, ci dicevano che non capivano cosa stavamo facendo – ha spiegato in una intervista la presentatrice – ma ormai NewBeat è seguito da ogni genere di persone compresi uomini d’affari, ministri, politici. Ora la gente ci chiedi ancora di più e ci fa domande su alcuni argomenti e ci chiede di trattarli.

L’obiettivo di NewBeat – che va in onda ogni sera in una edizione in lingua inglese e una in lingua locale – è espandersi in altri paesi africani. In Tanzania, per esempio, è già stata trasmessa una mini-serie di quattro episodi e altri quattro sono in programma in occasione delle prossime elezioni ad ottobre.

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