Rifugiati: la malattia del mondo

Rifugiati: la malattia del mondo

dadaIn occasione della giornata mondiale dei rifiugiati l’Alto Commissariato Onu ha pubblicato l’annuale rapporto. Per molti versi un rapporto scioccante a cominciare dalla cifra totale, la più alta mai registrata dalla fine della seconda guerra mondiale: 59,5 milioni. Come se l’intera Italia fosse stata costretta a fuggire e lasciare le proprie case. Ma non è questo il dato più allarmante: la cifra è il risultato di un incremento definito senza precedenti, segno che le cause che producono rifugiati, profughi e sfollati non accennano a diminuire.

Il rapporto è una sorta di diagnosi: il mondo è sempre più malato e la sua malattia progredisce a ritmi preoccupanti. Terapie e cure messe in campo dai G7, G8, i G20, i summit e i vertici economici e politici sono inefficaci, non fermano la malattia. Anzi…

L’Alto Commissariato dell’Onu titola il rapporto di quest’anno “Mondo in Guerra”. Un titolo drammaticamente azzeccato perché i rifugiati sono il frutto, anzi, il prodotto diretto, delle guerre che infatti sono aumentate: negli ultimi cinque anni sono scoppiati 8 conflitti in Africa, tre in medio Oriente, uno in Europa, tre in Asia.
E poi il rapporto sfata una serie di luoghi comuni.

Il primo: l’86 per cento dei rifugiati è ospitato nei paesi meno sviluppati, altro che Europa, America, Occidente. Ci sono paesi come il piccolo Libano che su 4 milioni e mezzo di abitanti hanno un milione e mezzo di rifugiati. La Siria in questi anni ha prodotto un gran numero di fuggiaschi. Negli ultimi mesi sono passati soprattutto dalla Grecia (che ha già i suoi problemi). In questi giorni il numero complessivo di rifugiati arrivati in Grecia eguaglia gli arrivi in Italia. Ma i greci non strillano come i francesi.

Si potrebbe continuare con i numeri perchè mostrano una malattia del mondo veramente grave. Ben oltre la metà dei rifugiati sono bambini, per esempio… Non c’è dubbio la terapia per curare il mondo va cambiata…

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