Ruanda, Garissa University: scovare gli interessi dietro i massacri

Ruanda, Garissa University: scovare gli interessi dietro i massacri


In questi giorni ricorre il ventunesimo anniversario del genocidio in Ruanda. L’Africa questa volta non ha bisogno di rievocare quelle immagini di sangue e di dolore perché su tutte le TV del mondo passano ancora quelle terribili dell’università di Garissa.

Effettivamente le immagini di ventuno anni fa dei massacri avvenuti nelle chiese, nelle scuole, nei villaggi non sono molto diverse da quelle che sono passate in questi giorni. Una su tutte è quella, drammatica, inguardabile che riprende dall’alto, da lontano un aula del college cosparsa di cadaveri di giovani trucidati probabilmente con un colpo a freddo.

Certo per il Ruanda si trattava di centinaia di migliaia di morti, a Garissa di decine o centinaia. Per il Ruanda c’era di mezzo la differenza etnica, hutu e tutsi, a Garissa la religione, cristiani e musulmani.

Però io non credo che stragi come queste si possano ascrivere all’etnia o alla religione. Io penso che le differenze tra gli uomini (tra uomini sani di mente) producano solo curiosità, voglia di conoscersi di più e di assumere gli aspetti positivi dell’uno e degli altri. Sono gli interessi che trasformano le differenze (religiose, etniche, geografiche, etc) in motivi per realizzare massacri. Nelle teste folli dei massacratori a colpi di machete del genocidio in Ruanda, o in quelle degli allucinati miliziani di Al Shebab qualcuno con spregiudicatezza ha saputo toccare quel nervo scoperto e sensibile che è, appunto, la differenza etnica o religiosa. Una operazione alla dottor Frankenstein che poi, a volte, sfugge di mano.

Alla vigilia dell’anniversario della guerra civile in Ruanda e nei giorni del massacro dell’Università di Garissa è bene ricordarlo. E’ bene tenere presente questa chiave di lettura degli avvenimenti della politica e praticarla anche per scrivere la storia: ci sarà sempre qualche folle, qualche umano senza speranza e senza prospettive (senza lavoro, in miseria, senza identità) disponibile ad essere utilizzato e ad uccidere per religione o per etnia. Vanno scovati gli interessi, i burattinai, i manovratori. Ci sono sempre.

2 comments for “Ruanda, Garissa University: scovare gli interessi dietro i massacri

  1. Enrico Muratore
    6 aprile 2015 at 10:18

    Mi succede di essere spesso d’accordo con le tue analisi. Molti non capiscono le manipolazioni di cui siamo vittime.

  2. Sante
    7 aprile 2015 at 06:34

    condivido Raffa, c’è però da considerare che le differenze, da sole, sono in grado di creare nostri ideologici. Il combinato disposto cultura-religione-economia viaggia spesso nello stesso scompartimento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *