Sciiti e Sunniti d'Africa

Sciiti e Sunniti d’Africa

carta sciIn Africa il Sudan, e ora anche la Somalia, hanno rotto le relazioni diplomatiche con l’Iran. Mogadiscio e Khartoum in sostanza hanno seguito l’Arabia Saudita sunnita in questa crociata contro il regime sciita iraniano. I musulmani africani sono a stragrande maggioranza di confessione sunnita ma (Maghreb a parte) sentono molto lontana questa divisione che acquista peso e importanza praticamente solo nel mondo arabo.

Eppure Sudan e Somalia si sono sentiti di rompere le relazioni diplomatiche con Theran. Di fatto questi due paesi, con la loro mossa, hanno seguito i paesi dai quali ricevono forti finanziamenti. Il regime sudanese e il presidente Omar al Bashir, con la caduta del prezzo del petrolio, con la secessione del sud, con la crisi economica, con le accuse della Corte Internazionale avrebbe seriamente faticato a conservare il potere senza i cospicui finanziamenti sauditi. Nelle alluvioni di due anni fa, per esempio, aiuti e soccorsi sono arrivati tutti dalla mezzaluna rossa saudita. In Europa non si è nemmeno avuta notizia delle alluvioni.

Anche la Somalia ha seguito chi ha gettato soldi nel paese in questi anni di precaria rinascita dopo un ventennio di lunga guerra civile. Senza la Turchia (paese che ha rotto le releazioni con l’Iran e grande nemico di Theran nell’area mediorientale) il governo di Mogadiscio non sarebbe andato lontano. Oggi in Somalia gli unici (o quasi) investimenti sono turchi, Erdogan è stato il primo presidente (e forse ancora l’unico) ad andare in visita a Mogadiscio dopo la cacciata dei miliziani al Shabaab.

Eppure la Somalia fino agli anni novanta – e di fatto ancora adesso – era l’unico paese africano che aderiva alla Lega Araba e aveva una popolazione totalmente di religione musulmana, ma non si sognava nemmeno di seguire le logiche mediorientali. Oggi invece si, e lo ha fatto prontamente, evidentemente, su richiesta. Sudan e Somalia di fronte a questa vicenda danno la misura di come sta cambiando l’Africa e di quanto pesa l’influenza araba – saudita, qatariota, turca – rispetto a quella europea e occidentale. Solo una quindicina d’anni fa era profondamente diverso.

Si potrebbe dire che gli occidentali di un tempo hanno considerato l’Africa un utile serbatoio, un luogo dove fare (e farsi) guerre per procura. Gli arabi di oggi invece considerano l’Africa certamente un territorio utile, ma anche uno scenario nel quale confrontarsi politicamente. Non solo con altre potenze, ma anche con gli africani.

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