Boko Haram colpisce ancora in Nigeria

Seicento donne kamikaze all’attacco

In poche ore ieri Boko Haram è tornata, almeno mediaticamente, ad essere la setta sanguinaria, potente e paurosa che fino a poco prima delle elezioni nigeriane aveva terrorizzato i quattro paesi intorno al lago Tchad: la Nigeria, il Camerun, il Niger e il Tchad.
Boko Haram nelle ultime settimane sembrava avere subito una serie di sconfitte militari messe a punto in particolare dall’esercito Tchadiano.

Ieri si è capito che invece questo gruppo ha ripreso l’iniziativa e lo ha fatto a suo modo. Intanto ha ripreso il controllo di una cittadina strategica nello stato di Borno. Ci provavano da un anno e ora è in loro mano. La rilevanza strategica deriva dal fatto che è situata sulla principale arteria commerciale della regione che passa per la capitale statale Maidugori. Poi si è appreso che è stata una bambina di dodici anni a provocare l’attentato che ha ucciso sette persone in una stazione di autobus a Damaturu.

Non è la prima volta che Boko Haram usa bambine. Lo aveva già fatto con una di dieci anni a Maidugori ma in quell’occasione un adulto, probabilmente un miliziano aveva fatto detonare l’esplosivo. In questo caso pare invece che sia stata la bambina stessa a farsi saltare in aria mentre si avvicinava ai cancelli della stazione.

Infine la notizia più inquietante: circa 600 donne kamikaze sarebbero pronte ad attaccare in massa Maiduguri, la capitale del Borno. Le donne, secondo la ricostruzione dell’intelligence, avrebbero iniziato la marcia verso la capitale del Borno gia’ mercoledì scorso avendo mandato da Boko Haram di provocare una serie di attacchi a catena nella città.

Insomma Boko Haram è tutt’altro che finita, anzi di fronte a queste notizie sembrerebbe pronta ad una nuova offensiva. In Nigeria oggi c’è un nuovo presidente, Muhammadu Buhari, che ha vinto contro il suo rivale, il presidente uscente Goodluck Jonathan, accusandolo ripetutamente di non avere saputo affrontare Boko Haram. Speriamo che lui saprà fare di più, sia sul piano militare, sia su quello dei finanziamenti e degli appoggi che sicuramente Boko Haram riceve anche dall’interno della Nigeria stessa.

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