Shell: un risarcimento milionario

Nigerian-oil-Shell-007Il gigante del petrolio anglo-olandese Shell ha accettato di pagare circa 83,5 milioni di dollari a una comunità di pescatori nigeriana in seguito al peggior disastro ambientale mai causato dalla fuoriuscita di greggio in Nigeria.

L’accordo raggiunto mette fine ad una battaglia legale andata avanti per tre anni in Gran Bretagna e riguardante due perdite di petrolio che nel 2008 distrussero centinaia di ettari di mangrovie e uccisero i pesci ed i frutti di mare che davano sostentamento agli abitanti della comunità di Bodo, nel sud del Delta del Niger.

Quello di Bodo fu un disastro ambientale clamoroso, ma l’inquinamento nel Delta del Niger è il prodotto di uno stillicidio quotidiano, di uno sversamento continuo di greggio o di prodotti di scarto della sua lavorazione. Le mangrovie distrutte da quest’ultimo clamoroso sversamento sono solo una parte di quelle distrutte in quasi sessanta anni di attività petrolifera nel Delta.

Un danno enorme dato che le mangrovie sono piante straordinarie: crescono nelle paludi e, nei ruoli che la natura assegna, svolge una formidabile funzione di depurazione e di filtraggio. Cioè ripulisce le paludi dei prodotti della decomposizione vegetale e animale e, naturalmente, anche dall’inquinamento che produce l’uomo con i suoi scarti e la produzione industriale. Nel Delta ci sono regioni in cui le mangrovie hanno rinunciato alla loro missione perchè i livelli di inquinamento sono tali che loro non riescono più ad affrontarli.

Bene dunque per il risarcimento della Shell. Ma si sappia che il danno molto più ampio, molto più esteso e irreversibile che tutte le compagnie petrolifere del mondo hanno causato assieme alle giunte militari e ai governi che si sono succeduti in Nigeria, resterà senza risarcimenti. Un fatto compiuto.

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