Tanzania: un presidente contro la corruzione

Tanzania presidentLa Tanzania ha confermato la decisione di non firmare gli accordi di partenariato tra la Comunità dell’Africa Orientale e l’Unione Europea. Sull’onda della Tanzania anche l’Uganda starebbe attenstandosi sulla stessa posizione. Le motivazioni sono che le intese vanno firmate tra due comunità economiche e se da una parte e dall’altra non c’è adesione gli accordi perdono le loro motivazioni. L’Uganda afferma che ci vuole il totale consenso da una parte e dall’altra. In Europa manca, visto il voto per la Brexit in Gran Bretagna e in Africa, ugualmente, manca, vista la decisione della Tanzania.

E’ chiaro che si tratta di posizioni interlocutorie e che alla fine sia la Tanzania che l’Uganda firmeranno. Ma il contrasto mette per la prima volta in luce un protagonismo africano che, di solito, nelle intese economiche e commerciali, e tutto a favore dell’Europa. Il motore di questo nuovo atteggiamento è rapprsentato dalla Tanzania del neo presidente John Magufuli che sebbene sia al potere da soli sei mesi ha già avviato una serie di iniziative interne contro la corruzione che potrebbero, anche queste, fare la differenza con altri paesi del continente.

Il presidente ha imposto alcune regole ai funzionari del suo governo per ridurre le spese da loro sostenute con i soldi pubblici, una questione su cui l’opinione pubblica della Tanzania si lamentava da tempo. Ha vietato tutti i viaggi all’estero dei funzionari del suo governo, che saranno invece costretti a passare più tempo nelle aree rurali della Tanzania, dove si concentrano molti dei problemi del paese. Magufuli ha detto che per svolgere incarichi all’estero ci sono già i diplomatici e che saranno concessi permessi speciali in certe circostanze, e solo dal presidente e dal primo segretario. Ha ridotto a poco più di settemila dollari le spese per l’inaugurazione del nuovo parlamento che inizialmente erano previste in centomila dollari.

Magufuli ha vietato ai funzionari del suo governo di riunirsi fuori dall’ufficio, nei casi in cui questi incontri si possano tenere in conference call, e ha vietato di usare soldi pubblici per mandare i tradizionali biglietti di auguri per Natale per l’anno nuovo e per altre ricorrenze. Ha cancellato le celebrazioni del giorno dell’indipendenza, il 9 dicembre perché in Tanzania era in corso una epidemia di colera che aveva fatto qualche centinaio di morti e ha chiesto a tutti i cittadini di usare quel giorno per pulire le zone in cui vivono e i loro posti di lavoro. Il portavoce del presidente non ha specificato quanti soldi siano stati risparmiati cancellando le celebrazioni del giorno dell’indipendenza, ma ha detto che quei soldi verranno spesi per potenziare gli ospedali che curano i malati di colera.

Mugufuli, che è stato eletto presidente della Tanzania il 25 ottobre, ottenendo il 58 per cento dei voti candidandosi con il CCM, un partito politico di centrosinistra, ha probabilmente preso queste misure perché pare che il bilancio economico del paese abbia grossi problemi di deficit. Ma se si mette insieme la decisione degli accordi economici con l’Europa e queste misure non si può non vedere una potenziale linea politica e economica virtuosa. Magufuli che ha 56 anni, aveva ricoperto in passato anche il ruolo di ministro con cui si era già fatto conoscere per alcune politiche anti-corruzione che erano sembrate piuttosto efficaci. Non resta che attendere e sperare che non sia solo un fuoco di paglia.

2 comments for “Tanzania: un presidente contro la corruzione

  1. 14 luglio 2016 at 18:47

    Buongiorno, spero vivamente che le misure per ridurre le spese del governo del nuovo Presidente diventino una regola anche per gli anni a venire e non solo uno “Show” da pubblicizzare dopo il suo insediamento.
    Zanzibar invece, pur essendo semi-indipendente dalla Tanzania, sembra non amare troppo neppure questo Presidente.
    Le nuove elezioni dello scorso Marzo sono state disertate dai partiti dell’opposizione a causa dell’annullamento delle Elezioni di Ottobre 2015.
    Le Elezioni di Ottobre, dove si stava delineando una vittoria dell’opposizione ( CUF- CHADEMA e altre formazioni ) sono state annullate per presunti brogli, denunciati dal CCM, irregolarità che avrebbero favorito gli oppositori.
    Singolare che in Tanzania, siano state le opposizioni a gridare allo scandalo dei brogli a favore del CCM…ma in questo caso. le Elezioni siano state ritenute valide.
    Per l’amore che nutro verso questa terra mi auguro che nessuna forma di estremismo prenda piede, e che la fragile pace sociale che regna a Zanzibar continui anche in futuro.
    Cordiali saluti
    Ivano Parma

  2. 26 luglio 2016 at 12:04

    Ottimo articolo complimenti !!

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