Terminator e la guerra in Congo

imagesSulla guerra in Congo, anzi, per essere precisi, sulla guerra nelle regioni orientali del Congo, si potrebbero scrivere pagine e pagine. Oltre ad essere una guerra combattuta, una guerra vera con morti, profughi, bambini soldato è anche la guerra dell’ipocrisia. I motivi di questo conflitto tenace, devastante, spietato e cinico rimangono sempre nell’ombra, come pure rimangono nell’ombra i mandanti di questa guerra. Forze politiche, lobby economiche e potenze mondiali riescono a farsi schermo con personaggi che certamente hanno un ruolo, anche importante, nel conflitto ma non sono certo i mandanti, coloro che alla fine otterranno i vantaggi maggiori. Uno di questi ha un soprannome degno di nota: è conosciuto come Terminator. Un appellativo che è già un titolo, che richiama l’attenzione e spinge giornalisti e commentatori a soffermarsi sul suo personaggio. Come se non bastasse il sistema mediatico gli ha affibbiato anche un sotto titolo “Terminator…per la sua implacabile sete di sangue e la sua ferocia”.

In realtà Terminator si chiama Bosco Ntaganda è, seppure giovane, ha già un curriculum di tutto rispetto. E’ nato nel 1973 ed ha passato la sua vita in divisa da militare. Congolese di origini tutsi è stato Capo di stato maggiore del Congresso Nazionale per la Difesa del Popolo del Congo. E’ anche un ex membro delle Forze di Difesa Ruandesi ed ex vice capo di Stato Maggiore delle Forze Patriottiche per la Liberazione del Congo. Non solo: è stato anche integrato nell’esercito congolese del quale oggi è il principale nemico essendo a capo del Movimento M23, una formazione di combattenti che hanno disertato dall’esercito di Kinshasa per poter combattere con lui.

Al suo curriculum mancano ancora due passaggi importanti: Ha avuto come comandante in capo un certo Thomas Lubanga, signore della guerra ricercato dalla Corte Internazionale dell’Aja per crimini di guerra e contro l’umanità. E lui stesso, dal 2008, è ricercato dallo stesso tribunale con le stesse accuse.

Bosco Ntaganda detto Terminator però è ancora in servizio e, secondo autorevoli organizzazioni per il rispetto dei diritti umani, come Human Right Watch, starebbe continuando ad arruolare bambini nella sua formazione che sta mettendo a ferro e fuoco, ancora una volta, la regione congolese del Kivu.

Certo, il personaggio Terminator è capace di catalizzare su di sé tutto l’interesse di chi vuole occuparsi della eterna guerra del Congo ma, in questo modo, svolge anche la funzione di occultare le vere ragioni del conflitto e le vere potenze economiche che muovono le pedine di quella guerra. Di uomini come Terminator la guerra del Congo ha sempre bisogno. Fino a qualche tempo fa c’era un certo Laurent Nkunda, scomparso nel nulla dopo un misterioso accordo tra Kinshasa e Kigali.

Nkunda, come Lubanga, come Ntaganda funzionano come le quinte di un teatro. Nascondono i veri colpevoli (non che loro non abbiano le loro responsabilità) e si presentano in scena quando il copione lo richiede.

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