Il terrorismo in Nigeria perde punti, ma resta pericoloso

Il terrorismo in Nigeria perde punti, ma resta pericoloso

foto di Ad una settimana dal video in cui il leader di Boko Haram, Abubakar Shekau, annunciava la resa personale è apparso un nuovo video in cui, lo stesso Shekau smentisce l’ipotesi di un’eventuale resa annunciata . Nel video un militante con il viso interamente coperto da un foulard nero, affiancato da otto uomini armati e mascherati, annuncia: “non c’è tregua, non ci sono negoziati, non deponiamo le armi”. “Questa guerra non si fermerà”.

Nel nuovo video, postato su Youtube come il precedente, il gruppo sembra voler lanciare, anche con le immagini, un messaggio di forza: nove uomini, imbracciano fucili d’assalto AK-47 e vengono inquadrati vicino ad un pick-up Toyota Hilux e a un camion militare munito di cannone.

Nel precedente video, Shekau appariva stanco ed emaciato mentre annunciava “per me è giunta la fine”. Quell’annuncio avrebbe rappresentato, secondo fonti militari nigeriane, il testamento vero e proprio del leader dei tagliagole nigeriani. Il nuovo video smentisce tutto ma lascia senza risposta molte domande. Innanzi tutto il primo video era di pessima qualità. Queste invece no, ma tutti i militanti che vi appaiono sono praticamente irriconoscibili, col viso coperto.

Il fatto che non sia lo stesso Abubakar a non smentire il primo video lascia pensare che, forse, sia ferito e non possa apparire in video (nel video precedente in molti avevano ipotizzato che il personaggio – in ombra e non riconoscibile – non fosse nemmeno lui). Oppure che sia morto ma per ragioni di opportunità la nuova leadership preferisce non ametterlo.

Non è la prima volta che Abubakar Shekau non appare in video. Già qualche mese fa, dopo un periodo abbastanza lungo in cui non si faceva vedere né sentire, un video analogo a questo ultimo faceva sapere al mondo che era vivo e che comandava ancora.

Intanto è arrivata anche un altra notizia: Il portavoce dell’esercito nigeriano ha annunciato l’arresto di Khalid al-Barnawi, meglio noto come Abu Usmatul al-Ansari, capo dell’organizzazione terroristica Ansaru, affiliata ad Al Qaeda nel Maghreb Islamico (e non allo Stato Islamico come Boko Haram). Ansaru era nata da una costola di Boko Haram per dissidenze interne che non sono mai state sanate. Il suo arresto è un colpo importante al terrorismo in Nigeria non tanto perché Ansaru fosse forte e pericolosa, ma soprattutto perché Khalid al Barnawi è stato preso vivo e certamente lui sa molto, della sua organizzazione ma anche di Boko Haram.

Insomma se pur resta incomprensibile ciò che accade all’interno di Boko Haram la cosa certa è che l’esercito nigeriano e il governo federale stanno collezionando importanti successi sul piano militare. Successi però che, al momento, non sembra riusciranno ad azzerare totalmente il terrorismo, ma solo a limitarlo.

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