Un Afghanistan nel cuore dell’Africa

Sulle agenzie internazionali si susseguono le testimonianze di cittadini di Timbouctou che raccontano le devastazioni nel Nord del Mali contro mausolei e moschee dichiarate patrimonio dell’umanità. I miliziani dell’integralismo islamico che le hanno perpetrate fanno riferimento al Corano: “costruire tombe è contrario all’Islam, perciò le distruggiamo”.

Di fatto quei mausolei erano state eretti da fedeli musulmani quando Timbouctou era un centro nevralgico che irradiava cultura in tutto il Sahara, nel Maghreb e anche oltre, ed era un ganglo fondamentale delle piste carovaniere di tutta la regione. Le popolazioni locali – e in primo luogo i mitici Touareg – hanno sempre considerato quei mausolei la fonte della loro storia e della loro cultura.

Proprio quella storia e quella cultura li hanno spinti a perseguire, con una serie di rivolte, l’indipendenza dai governi della regione. Nel marzo scorso, durante l’ultima di queste rivolte, hanno dichiarato la secessione da Bamako della loro patria ancestrale, l’Azawad, cioè il deserto a nord del Mali. Subito dopo i Touareg sono stati estromessi dalle formazioni dell’integralismo islamico con le quali avevano fatto una alleanza tattica. Queste formazioni – seppure minoritarie – hanno potuto e possono contare sul denaro e sull’appoggio di alcuni paesi arabi. La principale è Ansar Eddine che ha chiamato in aiuto i miliziani di Al Qaeda per il Maghreb Islamico, provenienti dal sud dell’Algeria e, si dice, anche quelli della setta islamica nigeriana Boko Haram.

Nel cuore dell’Africa Occidentale, dunque, è nato un immenso covo del terrorismo islamico che ormai controlla – oltre a Timbouctou – città come Gao e Kidal. Un fatto compiuto intollerabile e inaccettabile per i paesi della regione e per l’Europa. Se vorranno però estirpare questo bubbbone, dovranno pensare ad una vera e propria missione militare in una regione tutt’altro che facile: un deserto remoto, inospitale, sconosciuto e impraticabile se non da chi ci è sempre vissuto.

Insomma c’è un “nuovo, potenziale Afghanistan”, con tutto ciò che questo comporta. Per i Touareg, per l’Africa, per la cultura del continente è una nuova forma di colonizzazione che annulla identità, storia e tradizioni.

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