Un bambino, un insegnante, una penna, un libro possono cambiare il mondo. Malala all’Onu sul potere dell’istruzione

imagesApparentemente non c’entra con l’Africa, ma su questo blog non posso fare a meno di riprendere e commentare il discorso di Malala Yousafzai all’Onu. Malala, pakistana, sedici anni, è stata ferita alla testa l’anno scorso dai talebani che hanno voluto punirla perchè andava a scuola. Malala è sopravvissuta ed è diventata il simbolo della lotta contro i talebani e il loro estremismo, ed è diventata anche il simbolo del ruolo centrale che l’istruzione può avere per lo sviluppo.

Le sue parole sono state semplici e fortissime: “non sarò ridotta al silenzio dai talebani. Sono qui per parlare del diritto, all’istruzione per tutti. Voglio istruzione anche per i figli e le figlie dei talebani”. Rivolta ai giovani di tutto il mondo ha detto: “Prendete i vostri libri e le vostre penne, sono la vostra arma piu’ potente. Un bambino, un insegnante, una penna e un libro possono cambiare il mondo”. Poi, parlando dal podio come una adulta, come una oratrice provetta, ha proseguito: “Oggi non e’ il mio giorno, e’ il giorno di tutti coloro che combattono per i propri diritti. I talebani hanno paura del potere dell’istruzione, hanno paura del potere delle donne. Per questo uccidono, perché hanno paura. Quando mi hanno sparato la paura e’ morta. Dallo sparo sono nati forza e coraggio. I terroristi abusano del nome dell’Islam a loro beneficio. L’Islam e’ una religione di pace e la pace e’ necessaria per l’istruzione”.

Parole che trovo fortissime, alle quali aggiungo solo un parallelo. Non solo i talebani hanno paura dell’istruzione ma tutti coloro – individui, istituzioni, governi, multinazionali – che violano i diritti di qualcuno. L’istruzione è la bomba atomica dei poveri, di quelli che non hanno voce, di tutti coloro che credono che si possa fare giustizia e che le organizzazioni sociali debbono avere come primo compito proprio quello di fare giustizia.

Per questo avrei voluto che Malala all’Onu avesse aggiunto poche parole al suo stupendo discorso, le seguenti: “Capi di stato e di governo che mi ascoltate e che tra poco mi applaudirete. La mia immagine e le mie parole verranno riprese e trasmesse nei telegiornali di tutto il mondo. Voglio dirvi che il seguito dei vostri applausi e dell’interesse che l’opinione pubblica e i giornalisti di tutto il mondo mi concederanno, deve essere il fatto che nei vostri paesi l’istruzione sia gratuita, aperta e accessibile a tutti i giovani. Che non venga garantita solo ai figli delle famiglie ricche, che non sia necessario per nessun bambino o adolescente lavorare (e disertare la scuola) per nutrirsi e nutrire la propria famiglia. Vi ringrazio degli applausi che mi accorderete, ma vorrei dirvi che valuterò la sincerità di questi applausi dal fatto che renderete, nei vostri paesi, l’istruzione gratuita per tutti”.

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