Un esercito di bambini fantasma

Nascono, vivono, muoiono ma non risulta che siano mai esistiti. E’ la condizione di oltre la metà dei bambini africani che, ancora oggi, non viene iscritta all’anagrafe al momento della nascita e di conseguenza rimane priva di ogni diritto. Che la pratica di non registrare i figli fosse diffusa in Africa è cosa risaputa ma che il fenomeno avesse queste dimensioni sorprende. Eppure a dirlo è una fonte più che attendibile, la Conferenza sul Registro Civile organizzata a Durban, in Sudafrica, dal Fondo per l’Infanzia, cioè l’Unicef.

Uno dei motivi principali della sopravvivenza di questa pratica è economico. Registrare i figli costa, pare, in media una somma di circa 25 dollari, una fortuna che pochi si possono permettere. Uno studio eseguito in diversi paesi africani dimostra che il fenomeno è più frequente tra le popolazioni rurali povere o nelle baraccopoli dove la gente vive con un reddito pro capite bassissimo, pari a meno di un dollaro al giorno.

Questa pratica non è senza conseguenze. Non essere registrati all’anagrafe può rappresentare un grave problema. Per esempio un minorenne arrestato può venire trattato (e anche incarcerato) come un adulto dato che non c’è nulla che dimostri la sua età. O, peggio ancora, uccidere o eliminare qualcuno che non ha una identità può non produrre conseguenze.

Eppoi si cresce. Un uomo o una donna senza identità non possono intraprendere nessuna iniziativa, non hanno diritti, non possono rivendicare nulla. Non esistono. Ma al di là delle conseguenze sui soggetti, cioè sui…bambini non nati, questa pratica così diffusa ha il potere di falsare la realtà. Per esempio il tasso di alfabetizzazione di un paese risulta enormemente più alto se non si considerano un gran numero di bambini perché non esistono. Stesso discorso per il tasso di scolarizzazione.

Non solo. I paesi che usufruiscono di aiuti sanitari avranno diritto a richiedere un numero di vaccini (per la poliomielite, per esempio) minore del numero di bambini che ne avrebbero realmente bisogno…o meglio, che ne avrebbero diritto.

Allo stesso tempo alcuni governi potranno dimostrare di avere costruito scuole e ospedali per coprire i bisogni delle loro popolazioni. In realtà non lo hanno fatto ma potranno continuare a richiedere aiuti per lo sviluppo. Insomma l’esercito africano di bambini mai nati è un’Africa occulta che confonde la realtà che rischia di mostrare l’immagine di un continente che non esiste.

Non ci sono dati, ovviamente, e nemmeno prove che attestino l’affermazione che sto per fare ma è quasi scontato il fatto che è più facile che “bambini mai nati” siano avviati alla prostituzione, o impiegati come soldati nei conflitti del continente, o rappresentino “forza lavoro” a costo minimo, o addirittura siano utilizzati come schiavi in molte attività.

Nella sezione “Foto Parlanti” di questo blog ho pubblicato una foto di ragazzini-minatori in Congo all’ingresso di un cunicolo che si inoltra nel ventre della terra per chilometri. Niente di più facile che tra quei ragazzi giovanissimi alcuni non siano mai nati.

4 comments for “Un esercito di bambini fantasma

  1. 21 settembre 2012 at 13:11

    quando si parla di bambini invisibili si parla proprio di questi bambini. non registrati all’anagrafe, spariscono da ogni attività lecita.
    grazie raffaele, sei riuscito in questo articolo a toccare le corde della nostra mission sia dal punto di vista individuale (il bambino) che politico sociale (la centralità del bambino in società).
    grazie!

  2. Isabella
    19 dicembre 2012 at 21:58

    Fa pensare. Io lavoro con i bambini……

  3. giuseppina
    25 gennaio 2013 at 10:27

    la mia tesi di laurea è su quest’argomento… anni fa ho letto un articolo che denunciava l’esistenza di bambini senza identità perché non iscritti all’anagrafe… la loro vita sarà per sempre condizionata a causa della mancanza di un documento d’identità… personalmente penso che le varie ong debbano fare molto di più per sensibilizzare tutti noi su quest’argomento. Nonostante il fenomeno dei bambini invisibili sia così importante la maggior parte di noi ne ignora l’esistenza…

  4. benedetta
    17 aprile 2013 at 13:05

    tutto vero!

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