Un libro da leggere

Il caso del Burkina Faso potrebbe essere esemplare per tutto il continente e un libro sancisce questo suo ruolo. Il libro è quello di Marco Bello e Enrico Casale e il titolo è più che esplicativo: “Burkina Faso. Lotte, rivolte e resistenza del popolo degli uomini integri”.

Questo libro colma un vuoto, anzi più di uno. Quello più evidente è che in Italia non ci sono libri analitici o storici su ciò che è accaduto in Burkina Faso a partire dal 1983 quando Thomas Sankara assieme ad ad alcuni suoi commiltoni prese il potere e cambiò nome a quello che allora si chiamava Alto Volta. Su quella vicenda c’è solo un lavoro del 2003, autore Carlo Batà dal titolo “L’Africa di Thomas Sankara”. Come dice il titolo si tratta di un libro che esamina e racconta la vicenda che portò al potere Sankarà e gli avvenimenti che portarono alla sua uccisione.

Il libro di Marco Bello e di Enrico Casale arriva quasi quindici anni dopo e parte proprio da quegli avvenimenti fino a raccontare le vicende recenti delle quali il Burkina Faso è, come dicevo, un esempio per tutta l’Africa. Sostanzialmente il primo paese che riesce a deporre un presidente inamovibile con una autentica rivolta popolare.

L’Africa è piena, direi, più realisticamente, “occupata” da presidenti inamovibili. Sono il vero ostacolo per lo sviluppo del continente, sono a capo di un entourage letteralmente onnivoro, che risucchia gran parte delle risorse. Blaise Compaorè era un membro a pieno titolo di queste classi politiche che espromono presidenti-dinosauri. Era al potere dal 1987, quando Thomas Sankarà fu ucciso e, con la rivolta popolare del 2014, fu costretto a fuggire. E’ vero che poi ci fu una sorta di restaurazione che passò attraverso almeno due colpi di stato. Ma il fatto rimane: l’eroica rivolta del popolo degli uomini integri ha fatto fuggire un presidente che era eterno.

La storia del Burkina Faso potrebbe, appunto, essere un esempio per molti altri paesi africani. Oggi, non solo in Burkina Faso, c’è una società civile in tutta l’Africa che spinge per il cambiamento. La rivolta in Burkina Faso dimostra che si può e che la schiera dei presidenti inamovibili è ormai impresentabile ed è arrivata al capolinea.

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