Un paese miracoloso, ma non per i lavoratori

images (1)L’Angola è forse il paese africano più dinamico dal punto di vista economico. Un paese promettente tanto è vero che l’agenzia di rating Moody’s ha migliorato il giudizio sul debito angolano, passato da una valutazione di Ba3 a Ba2, con outlook stabile. Lo stesso livello di Stati europei come il Portogallo e la Romania. La decisione di Moody’s è arrivata dopo la recente visita di rappresentanti dell’agenzia di rating nel Paese africano, dove hanno incontrato rappresentanti del governo e alti funzionari di istituzioni come il Fondo sovrano dell’Angola, la compagnia petrolifera Sonangol e il Fondo per il settore delle imprese pubbliche.

Gli investitori stranieri, dunque, possono stare più tranquilli. L’Angola si conferma un paese più sicuro, avviato verso una ulteriore crescita economica, oltre a quella formidabile che ha conosciuto fino ad ora.

Chi non sta traquillissimo sono i cittadini angolani che hanno un lavoro. Infatti nonostante gli evidenti progressi economici il salario minimo in Angola è diminuito del 20% negli ultimi 10 anni. Se sulla carta lo stipendio base ha registrato un balzo in avanti del 279,3% tra il 2003 e il 2013 – da 3500 kwanza (circa 27 euro) a 13277 kwanza (circa 101 euro) – il costo della vita è invece aumentato del 368,55%.

In proporzione, lo stipendio è triplicato, ma la vita quotidiana costa cinque volte di più rispetto a una decina di anni fa. Non sono stati diffusi dati invece sui soliti parametri che dovrebbero viaggiare assieme a parametri come la crescita e la sicurezza degli investimenti stranieri. Per esempio il numero dei disoccupati. O i dati di accesso all’acqua potabile, alla sanità, all’istruzione.

Sicuramente saranno cresciuti ma, come gli stipendi, non tanto quanto la crescita formidabile che ha caratterizzato l’Angola.

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