Una economia che provoca le stragi in mare

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Eccola! E’ arrivata, puntualissima. Anzi, addirittura un po’ in anticipo…non è nemmeno primavera. Ovviamente (e questo “ovviamente” mi fa venire i brividi) alludo alla ennesima e attesa strage di migranti.

Da qualche ora si susseguono le solite dichiarazioni, le solite immagini, gli stessi servizi in televisione, nelle radio, sui giornali. Si sentono i soliti esperti i quali ripetono le solite cose. L’unica cosa nuova sono i trecento migranti morti in mare. Trecento persone diverse dalle precedenti. Trecento persone che vanno sommate a cifre totali che viene addirittura difficile pronunciare.

In tutto il meschino turbinio di dichiarazioni di queste ore solo le parole del Papa sono state un po’ più adatte. Anzi, direi che erano ancora più adatte quelle che ha pronunciato qualche giorno prima: “Questa economia uccide”. Avrei però voluto che il Papa avesse aggiunto che per fare stragi di queste dimensioni occorrono complici e che i complici siamo noi, noi tutti.

Noi che eleggiamo questi politici, noi che consentiamo loro di continuare a dire le solite cose. Se la classe politica europea che è così rigorosa, così pragmatica in economia, così intransigente rispetto al nuovo governo greco fosse allo stesso modo rigorosa, pragmatica intransigente con la questione immigrazione e le cause che la producono forse sarebbero (e ci farebbero essere) meno complici.

Cosa fare lo sanno tutti, i dibattiti e le dichiarazioni sono quasi inutili. Sul piano… tattico bisognerebbe fare soccorso in mare e non pattugliamento e sorveglianza (ma cosa sorvegliamo? Cosa proteggiamo?). In sostanza ci vorrebbe una missione come Mare Nostrum, magari anche allargata. Ci vorrebbero leggi serie sull’accoglienza e sulla distribuzione in Europa dei nuovi arrivi.

Sul piano… strategico bisognerebbe distribuire in modo più equo la ricchezza. I migranti non sono una emergenza dei nostri tempi. Sono un fatto storico. Le migrazioni sono la storia del mondo. Da sempre i popoli si sono spostati dove c’è più ricchezza, dove c’è più lavoro, dove si hanno più chances, dove ci sono più diritti.
Ma cosa vogliono questi integerrimi politici europei? Fermare la storia?

A questi intransigenti e integralisti politici direi che i paesi che si sono aperti all’immigrazione sono diventati grandi potenze, quelli che si sono chiusi, quelli che hanno trasformato gli stranieri in un nemico alla fine hanno miseramente perso la guerra che loro stessi avevano scatenato: sono scomparsi, non contano nulla.
Il problema è che a seminare paura si guadagnano voti. Che miseria intellettuale e umana!

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