Una grottesca sceneggiata

Il presidente centrafricano François Bozizé, assediato dai ribelli, ha mostrato i muscoli. Ha silurato il capo di stato maggiore e il ministro della difesa e ha preso in mano la situazione: si è autonominato capo della difesa e dei militari e ha mandato un messaggio ai ribelli: “sono pronto a formare un governo di unità nazionale, ma non ho nessuna intenzione di lasciare il trono. Che sia chiaro!”.

Ecco un presidente forte. Che ha la certezza di essere esattamente ciò che ci vuole per il suo paese e che, di conseguenza, si sacrifica a rimanere al suo posto. Oltretutto con un carico di lavoro in più: ora dovrà occuparsi in prima persona della difesa e dell’esercito. Quando si dice un presidente che ama il suo popolo e il suo paese!

Non deve essere stato facile per Bozizé. Anche perchè il capo della difesa era un uomo vicinissimo a lui: era suo figlio Jean Francis e lui lo ha silurato senza pietà. Un bell’esempio di giustizia. Un uomo che non vuole elargire privilegi alla sua famiglia (Ci sarebbe da chiedersi, per la verità, cosa ci faceva il figlio del presidente a capo del ministero della difesa).

Anche gli altri protagonisti di questa vicenda non ne escono bene. I dieci paesi della comunità dell’Africa Centrale che hanno assicurato sostegno a Bozizé hanno praticamente fermato l’avanzata dei ribelli. Forse adesso Bozizé non ci sarebbe nemmeno più, invece la loro presa di posizione lo ha mantenuto al suo posto. Si ha l’impressione che il loro sostegno a Bozizé sia una sorta di investimento nel futuro. Al posto del presidente Centrafricano poteva esserci chiunque di loro (e non è detto che non possa capitare). Bozizé non è diverso da loro e il Centrafrica è come il Gabon, come il Cemerun, come il Ciad.

Infine i ribelli della coalizione Seleka. Una accozzaglia di gruppi, formazioni, leader con profonde divisioni tra loro e un unico motivo di unità: liberare il trono del paese e litigare su chi lo dovrà occupare.

E mentre questa sceneggiata un po’ grottesca va in scena chi ha dato il via alle danze adesso sta a guardare. Intendo la Francia che ha appoggiato Bozizé fino a ieri, che lo ha mollato, che ha preso le parti di Selekà e che ora attende. Qualunque cosa accadrà saprà piegarla suo favore, come sempre.

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